Il progetto nasce per contrastare la forte idea di cesura del territorio, che la ferita aperta della ferrovia procura all'osservatore casuale così come al residente.
Da subito però, l'idea di una struttura in elevazione o di un semplice passaggio ci è sembrata insufficiente, per non dire dannosa, al recupero del senso di unità che quella porzione di territorio richiede.
Si è deciso quindi di agire al livello del suolo, ove semplici edifici si levano come strappi nel terreno, mantendo tuttavia un basso profilo e una direzione ortogonale allo strappo in modo da non accentuare la separazione tra i due lati dell'area.
La soluzione adottata va ben oltre la semplice realizzazione di un manufatto, ma precorre il progetto di copertura del vallo ferroviario, proponendo il seme di un'idea che possa essere proseguita fino al raggiungimento della completa sparizione della cesura.
Infatti la chiusura sarà costituita da “mille ponti” ogni ponte un modulo di copertura che potrà essere progettato o scelto tra quelli già ideati: il modulo verde, il modulo edificio, il modulo passaggio e il modulo energia.
I moduli sono posati sfalsati a copertura del fossato, riproponendo idealmente l'immagine scacchettata di una cerniera che unisce i due lembi di un abito; per rafforzare nell'osservatore l'idea della ricucitura di un territorio un tempo ferito.
La luce all'interno del progetto viene affrontata sotto molti aspetti, in primo luogo i moduli vengono posati ad una determinata distanza dall'antico ponte, per permetterne una corretta illuminazione e visibilità sotto la luce diurna.
In secondo luogo i lampioni, appositamente disegnati, uniscono in un solo robusto corpo la funzione di illuminazione artificiale e convogliatore di luce naturale. L'ampia sezione, permette di contere un tubo specchiante che convoglia la luce naturale, raccolta dalla lente posizionata a cappello del lampione, fino agli schermi collocati all'interno del tunnel ferroviario; tali schermi potranno essere a luce bianca per illuminare durante il giorno la galleria (con conseguente risparmio energetico) o ospitare opere di artisti concepite per la retroilluminazione, riqualificando in questo modo il passaggio a vera e propria galleria d'arte visibile solo dal treno, ulteriore incentivo all'utilizzo del mezzi pubblici. Il corpo illuminante notturno ospitato nel taglio superiore, ripropone il tema del taglio e della ferita in termini di ricordo, di una nuova qualità derivata da una antica situazione di disagio.
L'arte, la vita e gli incontri vengono concepiti come parte pulsante del progetto e ogni modulo permette una differente espressione di tali eventi. Pannelli espositivi si trasformano in sedute, piccoli edifici possono ospitare mostre o attività temporanee, ampie fasce erbate possono ospitare il gioco dei bambini, come il relax del lavoratore. Il ponte originale posizionato su un asse viario potrà conservare la sua funzione di passaggio per cicli e motocicli, senza tuttavia permettere che tale flusso intersechi più quello pedonale che verrà deviato sui nuovi percorsi.