Solida e monumentale presenza nel corpo del nucleo antico del paese, il trecentesco Castello di Pandino è oggetto di un intervento non solo in grado di riqualificarne gli ambienti lasciati liberi dal convitto della Scuola Casearia, ma di renderlo cerniera viva, percorsa e vissuta dalla cittadinanza, tra il centro storico, con le sue attività commerciali, e le zone a servizi che, presenti o in progetto, sono dislocate appena al di là della circonvallazione a nord e a est del paese. La riapertura del fossato originario, trasformato in parco pubblico urbano, rende il castello polo ricreativo della comunità, favorendo l’inserimento del monumento nei percorsi quotidiani della popolazione.
Di impianto perfettamente leggibile nonostante le trasformazioni intercorse nell’ultimo secolo, geometricamente determinato secondo chiare regole proporzionali del costruire antico, il castello presenta ambienti di intensa spazialità, tanto aperti – cortile, portico del piano inferiore, loggiato del piano superiore… -, che coperti – camerate del convitto, Sala degli Affreschi…-.
Il progetto, con interventi minimi che esaltino la qualità dello spazio, rispettoso di tali valori, trasforma i primi in piazze aperte, ma riparate, per la vita diurna e notturna del paese, i secondi in luoghi di attività economica e culturale della comunità; tale percorso culmina, fisicamente e idealmente, nei locali del Museo dedicato al geniale artista, grafico e inventore pandinese Mario “Marius” Stroppa. L’intervento, limitato alla zona attualmente non occupata dagli uffici comunali, è stato studiato per essere immediatamente realizzabile in modo compiuto: eventuali ampliamenti potranno essere previsti quando e se altri spazi si renderanno disponibili.
Interventi minimi, funzionali e fortemente qualificanti, una limitata paletta di materiali e un linguaggio progettuale essenziale, un piano economico capace di generare utili tramite la locazione dei locali commerciali, favoriranno la conservazione del manufatto, un contenimento dei costi di intervento e un più rapido rientro dell’investimento iniziale grazie anche alla capacità del progetto di autofinanziarsi e sostenersi, gravando così in minima parte sul bilancio pubblico.