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  • Innovazione, etica e acciaio

    Innovazione, etica e acciaio

    Condividiamo una recente intervista da parte della Fondazione Promozione Acciaio, pubblicata nella loro ultima newsletter.

    Siamo stati intervistati in qualità di esperti in architettura dell’acciaio, in particolar modo in ambito civile. La breve intervista verte principalmente sul tema dell’approccio ad un’innovazione etica e di linguaggio nella progettazione architettonica attraverso l’utilizzo dall’acciaio. 

    Innovazione, etica e acciaio: il linguaggio progettuale dell’architettura contemporanea – Fondazione Promozione Acciaio

  • Comparazione tra sistemi strutturali

    Comparazione tra sistemi strutturali

    Capita spesso che un cliente, magari perché solleticato da un articolo o un servizio televisivo, ci chieda quali sono i vantaggi e gli svantaggi di sistemi strutturali diversi da quello tradizionale in laterizio e calcestruzzo armato. Fermo restando che ogni progetto è un caso a sé stante e che quindi il parere del vostro tecnico in merito sarà importante (più importante di quello del vicino, dell’amico o del rivenditore), abbiamo realizzato una sorta di tabella comparativa delle principali caratteristiche che distinguono i più comuni tipi di strutture. Chiaramente un buon tecnico può ottenere ottimi risultati architettonici da ognuna di esse, di conseguenza i parametri di differenziazione sono principalmente di tipo tecnico e molto specifici.

    Qui di seguito la tabella e successivamente un breve approfondimento per ogni voce:


    1) Comportamento sismico: con questa voce si intende definire la facilità di realizzazione di una struttura dall’ottimo comportamento sismico (ovvero quanto resiste a un terremoto). Per gli standard di rischio sismico italiano (medi, ben lontani da quelli giapponesi ad esempio), si possono costruire strutture adeguatamente resistenti anche con strutture in calcestruzzo armato, impiegando una grande quantità di acciaio nelle armature, risulta però più facile realizzarle direttamente in acciaio o legno, materiali più adatti a resistere alle sollecitazioni del terremoto.


    2) Costo: con questa voce si intende definire il costo della parte strutturale dell’edificio e degli elementi più strettamente legati ad essa. La struttura tradizionale e quella di acciaio hanno costi simili mentre quella in legno risulta più costosa in quanto richiede particolari accorgimenti per la protezione e l’isolamento degli edifici, inoltre necessita di una cospicua quantità di tempo di progettazione costruttiva in fase di prefabbricazione.


    3) Velocità di costruzione: rappresenta la velocità di realizzazione della parte strutturale dell’edificio. Ovviamente legno e acciaio, essendo tecniche che sfruttano ampiamente la prefabbricazione, richiedono tempi di cantiere inferiori a quelli delle strutture tradizionali.


    4) Versatilità strutturale: con questa voce si intende quanto il sistema costruttivo si presta a realizzare strutture complesse (grandi luci, grandi aggetti, geometrie articolate). In questo caso ovviamente la tipologia più limitata da questo punto di vista è quella tradizionale, tuttavia anche nel caso di legno risulta abbastanza difficile realizzare situazioni strutturali atipiche senza ricorrere ad elementi speciali. Per quel che riguarda le strutture in acciaio non ci sono particolari limiti.


    5) Durabilità: per durabilità si intende la caratteristica di un materiale di conservare le sue proprietà nel tempo. Chiaramente i materiali inorganici come il calcestruzzo e l’acciaio in questo caso la fanno da padrone, in quanto meno soggetti a fenomeni di degrado nel tempo.


    6) Versatilità distributiva: con questa voce intendiamo la facilità con cui, con un certo tipo di struttura, si può ottenere una pianta libera che si può distribuire a piacimento ed eventualmente modificare in maniera versatile. Ovviamente la struttura di acciaio, più resistente, permette di realizzare elementi strutturali più piccoli e localizzati in modo da lasciare libero lo spazio distributivo interno.


    7) Lavorazioni a secco: con questa voce si intende la possibilità di realizzare un edificio con la quasi totalità di lavorazioni a secco, cioè senza l’uso di composti acquosi come il calcestruzzo e la malta. Questo è particolarmente importante quando si lavora in contesti costruiti oppure ristrutturazioni e restauri. In questi casi l’umidità rilasciata da calcestruzzi, intonaci e malte potrebbe danneggiare le strutture esistenti.


    8) Peso: il peso di una struttura è importante per due ragioni. La prima è la minor pressione sul suolo, che rende possibile costruire su terreni poco portanti e con fondazioni meno profonde. La seconda ragione è che un peso minore significa una minore sollecitazione della struttura in caso di terremoto. Il terremoto infatti genera una improvvisa accelerazione delle masse degli oggetti appoggiati al suolo, creando in questo modo delle forze tanto più grandi quanto più è grande il peso della struttura. In questo caso le strutture metalliche e quelle in legno sono avvantaggiate per il miglior rapporto resistenza/peso rispetto alle strutture tradizionali.


    9) Specializzazione della manodopera: con questa voce volevamo mettere in evidenza come, a seconda del tipo di struttura, sia più o meno semplice individuare manodopera qualificata alla realizzazione dell’opera. Chiaramente è molto più semplice trovare un bravo muratore che un bravo saldatore o un buon carpentiere. Per questo occorre richiedere al vostro tecnico di verificare le qualifica della ditta a cui intendete affidare i lavori.


    10) Costo delle modifiche in corso d’opera: fermo restando che le modifiche in corso d’opera sono sempre da evitare e sono sempre un costo e causa di numerosi ritardi e problemi tecnici, è chiaro che le tecniche che sfruttano le attività di prefabbricazione non sono assolutamente adatte ad accogliere con facilità modifiche e variazioni sulla parte strutturale. Per quel che riguarda l’acciaio si può riportare gli elementi da modificare in officina e saldarli nuovamente, per il legno nell’impossibilità di creare giunti sufficientemente resistenti potrebbe essere necessario scartare determinati elementi e sostituirli con nuovi componenti strutturali.


    11) Tracciabilità e controllo: è importante che la qualità degli elementi strutturali che compongono un edificio sia determinata con precisione, questo rende l’edificio sicuro e durevole negli anni. I prodotti prefabbricati hanno chiaramente una maggiore possibilità di controllo. In particolare la qualità dell’acciaio è determinata fin dalla fonderia che produce i semilavorati, i certificati di colata specificano la qualità di ogni singola trave prodotta e viene riportata su un certificato che arriva poi al carpentiere che a sua volta dovrà seguire procedure certificate per la lavorazione della trave, saldatura, piegatura, foratura eccetera. Un minore controllo sul legno per cui è possibile tracciare la qualità delle lavorazioni e dei collanti utilizzati ma difficilmente si riesce a determinare l’effettiva qualità del legno utilizzato (stagionatura, percentuale di alburno e durame, regolarità e direzionalità delle fibre, ecc…). Il controllo minore si ha sui materiali realizzati in opera come il calcestruzzo, l’armatura di acciaio può essere prefabbricata e verificata in cantiere, tuttavia la regolarità del getto, la corretta umidità in fase di gettata e di stagionatura è sostanzialmente indeterminabile in quanto la verifica delle prestazioni del conglomerato avvengono su campioni preparati a parte. Una cattiva esecuzione o stagionatura del getto può causare cedimenti, fessurazioni e soprattutto un più veloce deterioramento degli elementi costruttivi.


    12) Necessità di protezione della struttura: sostanzialmente ogni tipo di struttura (se si escludono gli antichi muri di pietra naturale) deve essere protetta dagli agenti atmosferici per evitarne il degrado. Il calcestruzzo armato lasciato a vista in qualche decina di anni comincia a “scartellare” lasciando arrugginire i tondini all’interno che alla lunga arrugginiscono al punto di perdere capacità portante in qualche decina d’anni. Il legno marcirebbe in pochi anni. Persino i muri di mattoni non possono rimanere per sempre privi di intonaco. Di conseguenza è necessario proteggere nella maniera corretta ogni tipo di materiale, solitamente è sufficiente “nasconderlo” all’interno delle pareti, in modo che non vengano a contatto con l’aria e l’umidità esterna e, nel caso del legno, dell’irraggiamento diretto da parte del sole. Se si vogliono lasciare questi elementi strutturali a vista o se c’è il rischio che rimangano a contatto con elementi umidi è necessario procedere con cura a proteggerli. Ogni materiale ha specifici trattamenti e accorgimenti e chiaramente il legno risulta quello più delicato in quanto è un materiale organico e quindi più facilmente degradabile.


    13) Sostenibilità: abbiamo volutamente omesso questa categoria dalla tabella in quanto il discorso è troppo complesso e articolato per essere sintetizzato in una semplice tabella. La parola sostenibilità viene spesso utilizzata come bandiera pubblicitaria per promuovere questo o quel prodotto. Mettiamo le cose in chiaro: l’edilizia è una delle attività umane meno sostenibili. Grandi quantità di materiali vengono prelevati in natura, lavorati, trasformati e trasportati. Grandi quantità di energia vengono impiegate in tutte queste fasi per ognuna delle tecnologie elencate nella tabella e negarlo equivale a nascondersi dietro a un dito. Per fare alcuni esempi: il cemento si ottiene “bruciando” pietra calcarea, l’acciaio fondendo rottami, la lana di roccia (utilizzata principalmente per proteggere le strutture in legno) fondendo pietra vulcanica fino a trasformarla in una sorta di “zucchero filato” di pietra. Capite bene che tutti questi processi sono profondamente energivori. Aggiungiamo l’energia utilizzata per trasportare, sollevare e assemblare il tutto. L’edilizia era sostenibile quando impastando terra e paglia del luogo una persona si costruiva una capanna. Dalla scoperta della terracotta la cosa è un po’ sfuggita di mano.

    Ogni filiera industriale sta comunque mostrando una certa attenzione all’ambiente per cercare almeno di ridurre l’impatto ecologico dell’attività edilizia. Nell’ambito del calcestruzzo si sta studiando come riciclare il vecchio calcestruzzo come inerte o come materia prima per produrre altro cemento in modo da ridurre la necessità di cavare sabbia, ghiaia e pietra calcarea. Nella filiera dell’acciaio da tempo si ricorre principalmente al riciclo e quindi le strutture metalliche sono fatte di materiale riciclato che può essere a sua volta totalmente riciclato. Nella filiera del legno esistono piantagioni etiche che prevedono la piantumazione di un numero maggiore di piante rispetto a quelle che vengono tagliate per fare travi e pilastri, inoltre la ricerca procede nello studiare colle e resine sempre meno inquinanti.

  • Edifici a struttura metallica: caratteristiche, vantaggi e peculiarità

    Edifici a struttura metallica: caratteristiche, vantaggi e peculiarità

    Ancora poco utilizzate in Italia, la realtà delle costruzioni con struttura metallica è già fortemente consolidata all’estero. Tralasciando il mondo delle grandi strutture (edifici industriali, commerciali, centri sportivi, ponti, ecc…), che per forza di cosa deve ricorrere all’acciaio per le superiori caratteristiche di resistenza meccanica, esiste una vera e propria cultura delle strutture cosiddette “civili” (case, uffici, scuole, ecc…) realizzate con ossatura metallica, e in questo breve articolo cercheremo di chiarire il perché.

    Caratteristiche

    Esistono numerose leghe metalliche utilizzate o utilizzabili in edilizia a base di ferro, rame, alluminio o zinco. Nel nostro caso parleremo delle più comuni leghe di ferro/carbonio denominate acciaio al carbonio o carbon steel e che, nel parlato comune, vengono definite “ferro” (sappiate che non esiste il materiale “ferro” in commercio, è sempre “acciaio” anche se è del tipo che fa la ruggine) e che d’ora in poi chiameremo semplicemente acciaio.

    Le leghe di acciaio per costruzioni sono caratterizzate da un’ottima resistenza meccanica ed un’elevata elasticità e duttilità. Tra i materiali da costruzione l’acciaio è certamente il più resistente ed è quello che permette di costruire gli elementi strutturali più “leggeri” a parità di prestazione. La sua elasticità e la sua duttilità lo rendono il materiale ideale per le costruzioni antisismiche, anche se in alcuni casi l’estrema elasticità può diventare un problema che bisogna compensare con specifici accorgimenti di irrigidimento (maggiorazione del profilo, controventatura, profili compositi, elementi collaboranti).

    Le caratteristiche tipiche delle strutture in acciaio sono:

    • leggerezza della struttura (cinque/sei volte meno di strutture analoghe in calcestruzzo armato)
    • ingombro ridotto
    • possibilità di prefabbricazione
    • rapidità di installazione
    • possibilità di raggiungere grandi luci e grandi sbalzi senza grandi dispendi economici
    • durevolezza
    • possibilità di aumentarne la resistenza a corrosione o al fuoco attraverso la semplice applicazione di trattamenti superficiali
    • valenza estetica del materiale

    Esistono infatti numerose correnti di progettazione che sfruttano l’acciaio non solo per le sue qualità tecniche ma per le sue caratteristiche estetiche, di richiamo alla tecnica, alla modernità e all’industria. Per quanto riguarda i costi, nell’edilizia ordinaria i costi di una casa con struttura metallica sono sostanzialmente simili a quelli di una con struttura tradizionale in laterizio e cemento armato. Quando invece si vogliono realizzare soluzioni distributive particolarmente aperte, grandi luci o sbalzi, le strutture metalliche diventano sensibilmente più economiche. Rispetto alle strutture in legno invece le strutture metalliche sono generalmente più economiche, in particolare perché si adattano a soluzioni di partizione e finitura più diffuse e quindi meno costose.

    In particolare nelle ristrutturazioni il contrasto e la stratificazione di materiali come acciaio, legno e mattone, permette di raggiungere risultati estetici di sicuro effetto. Nelle nuove strutture invece, l’abbinamento con legno o cartongesso crea uno spiccato rapporto tra modernità e tradizione che svecchia gli spazi evitando la freddezza di alcuni edifici contemporanei.

    Vantaggi

    Entriamo nello specifico dei vantaggi tipici delle strutture metalliche:

    • Resistenza: le strutture metalliche sono in assoluto le più resistenti e ciò le rende particolarmente indicate in situazioni in cui il lavoro della parte strutturale è importante. Alcuni esempi possono essere edifici con grandi luci o sbalzi o in aree a rischio sismico, fabbricati da ricavare in spazi ristretti, come nel caso di ristrutturazioni di edifici a cortina in centro storico, in cui lo spazio per la struttura deve essere contenuto per non ridurre le dimensioni degli ambienti interni.
    • Leggerezza: a parità di prestazione le strutture in acciaio sono decisamente più leggere di quelle in cemento armato o muratura e paragonabili a quelle in legno (per i piccoli elementi è più leggero il legno, per i grandi elementi o le grandi portate è più leggero l’acciaio) proprio per il miglior rapporto peso/resistenza rispetto a tutti gli altri materiali da costruzione. Questo le rende ottime per costruire in zona sismica (minor peso=minor forza in oscillazione) e su terreni poco portanti.
    • Durabilità: opportunamente trattato o protetto l’acciaio è estremamente durabile (conserva nel tempo le sue caratteristiche). Ovviamente tutti sappiamo che l’acciaio comune fa la ruggine, tuttavia se protetto dal rivestimento della casa (o da trattamenti coma la zincatura, se esposto agli agenti atmosferici) è un materiale sostanzialmente eterno. Esistono manufatti in acciaio all’aperto che ormai hanno più di cento anni (ponti, torri, ecc…) per non parlare di elementi in acciaio o leghe similari protetti all’interno di edifici che ormai durano da secoli.
    • Prefabbricabilità: gli elementi strutturali in acciaio vengono predisposti in officina e forniti in cantiere pronti per il montaggio, questo rende le operazioni di cantiere estremamente veloci, economiche ed efficienti.
    • Velocità di posa: come già detto, trattandosi di elementi prefabbricati (quindi preforati e saldati in officina), richiedono scarse operazioni di cantiere (sollevamento e bullonatura), poco personale (due/tre persone), poche attrezzature (mezzi di sollevamento e chiavi), e per poco tempo (la struttura di una casa può essere montata in tre giorni ed essere così pronta per la posa del tetto).
    • Certificabilità e tracciabilità: la filiera dell’acciaio è rigidamente tracciata e soggetta a numerose verifiche e certificazioni, di conseguenza la prestazione meccanica di ogni elemento è sicura e garantita e non presenta i rischi tipici degli elementi prodotti in opera come il calcestruzzo armato.
    • Estetica: esistono molti modi di valorizzare la struttura metallica in modo che entri a pieno diritto nell’estetica della casa. È possibile lasciare alcuni elementi o tutta la struttura a vista, accostando correttamente gli altri materiali della casa si crea un risultato elegante e moderno.
    • Versatilità: con pochi accorgimenti gli elementi metallici possono adattarsi a qualsiasi uso combinandosi con altre tecniche costruttive come la muratura, il calcestruzzo armato o il legno.
    • Duttilità: è una proprietà tipica dell’acciaio e permette a questo materiale di assorbire e dissipare all’interno degli elementi strutturali sollecitazioni come quelle di un terremoto, questo lo rende il materiale ideale per le costruzioni in aree a rischio sismico.

    Svantaggi

    Esistono ovviamente anche svantaggi nell’utilizzo di questo tipo di strutture a cui va prestata particolare attenzione:

    • Manodopera: Necessità di manodopera altamente specializzata per la prefabbricazione: come già detto la filiera dell’acciaio è fortemente specializzata, controllata e certificata. Se nelle nostre realtà esistono numerosi fabbri e ditte di carpenteria, poche di esse dispongono delle qualifiche e certificazioni necessarie per la prefabbricazione di questo tipo di strutture. Chiedete al vostro tecnico di verificare le credenziali della ditta che prefabbricherà la vostra struttura.
    • Necessità di tecnici esperti nel campo specifico: essendo poco diffusa nella realtà italiana, non sono molti i tecnici esperti nell’utilizzo delle strutture metalliche, in particolar modo nell’ottimizzare costi, utilità e resa estetica della struttura. Affidatevi a un tecnico che possa vantare una certa esperienza nel campo delle strutture metalliche (come noi!).
    • Elevata elasticità: come già detto, l’acciaio è un materiale enormemente resistente ma non altrettanto rigido, questo lo rende meno fragile rispetto agli altri materiali da costruzione, ma costringe a considerare una certa deformabilità del materiale quando si dimensionano gli elementi strutturali. Per fare un esempio molto semplice, una trave in acciaio molto sottile difficilmente si romperà anche sotto carichi molto elevati, ma potrebbe fare una grossa “pancia”. Di conseguenza è necessario tenerne conto, dimensionare gli elementi correttamente per evitare la “pancia” e non solo la semplice rottura.
    • Necessità di pianificazione: essendo una tipologia di costruzione sostanzialmente prefabbricata, le principali decisioni progettuali vanno prese tutte prima di cominciare il lavoro in officina, in modo da non dover modificare gli elementi strutturali una volta cominciati i lavori di posa. Per chiarire: una volta scelta la posizione di travi e pilastri non si può più decidere di spostarli, in quanto richiederebbe di modificare parte degli elementi strutturali già prodotti.

    Chiaramente per quel che riguarda i tamponamenti esiste invece la totale libertà di modifica, in quanto non assolvono ad alcun tipo di funzione strutturale.

    Tipologie di struttura metallica

    Nell’ambito “civile” cioè nelle costruzioni medio/piccole come case, uffici, locali e simili, possiamo distinguere tre principali tipologie di strutture:

    Strutture a profilo leggero

    Sono strutture realizzate sostanzialmente con la stessa filosofia delle strutture tradizionali a telaio ligneo. I profili base sono realizzati in lamiera sottile, molto simili a quelli utilizzati per il cartongesso. Montanti e traversi sono posizionati in tutto e per tutto come nelle tipiche case in legno in quanto si tratta di una evoluzione della stessa tecnica. Questa tipologia è diffusa nei paesi nord europei e anglosassoni dove è ancora presente la cultura della casa a telaio leggero. La tecnica probabilmente è nata in quanto le maestranze erano già abituate a costruire con seghetto e avvitatore e quindi il mercato ha deciso di assecondare le necessità di chi costruisce, proponendo una soluzione alternativa che permettesse di ottenere strutture più leggere, durevoli e resistenti con la medesima facilità di posa. Come per le strutture in legno anche con questa tecnica la versatilità è abbastanza limitata se si vogliono contenere i costi, in quanto i profili di piccole dimensione possono raggiungere luci limitate tipiche dell’edilizia tradizionale. In Italia è forse la meno diffusa tra le tecniche e prevede finiture di tipo “a secco” ovvero senza l’uso di calcestruzzi, malte, eccetera (quindi pannelli in cartongesso, legno, fibrocemento o materiali sintetici).

    Strutture a profilo UNI

    Sono le più comuni e utilizzano principalmente i profili UNI (le cosiddette “putrelle”), facili da reperire e lavorare. Sono molto versatili in quanto esistono in un’ampia forbice di formati e possono quindi coprire luci anche abbastanza importanti senza lavorazioni o costruzioni particolari. Sono facili da saldare quindi si prestano alla creazione di giunti bullonati per una posa in opera veloce e robusta. L’elevata saldabilità di questi profili permette anche la realizzazione di pezzi speciali ed esclusivi, personalizzati per la struttura senza particolari sovrapprezzi. Visti gli elevati spessori, se la struttura è protetta da umidità e condense non necessita di particolari trattamenti, se invece presenta porzioni a vista o c’è il rischio di infiltrazioni o ristagni di umidità, il tecnico deve valutare il trattamento corretto della superficie, a seconda dell’esposizione e delle condizioni in cui l’elemento si trova (solitamente zincatura per l’esterno e verniciatura per l’interno). In questo caso la finitura è completamente libera, i tamponamenti possono essere realizzati sia con tecnica a secco come nel primo caso, sia a umido (muri in laterizio, gasbeton, o calcestruzzo).

    Strutture a profilo composito

    Per profili compositi si intendono tutte quelle tipologie di elementi strutturali composti da più elementi che di per sé sarebbero standard ma che, assemblati insieme, creano un elemento dalle prestazioni meccaniche particolari. L’esempio più conosciuto è la trave reticolare che, ricavata assemblando semplici profili secondo un preciso disegno, permette di ottenere elementi strutturali leggerissimi ed estremamente rigidi. Questo tipo di struttura è ovviamente più costosa in quanto richiede una maggiore lavorazione in fase di prefabbricazione rispetto all’utilizzo di una semplice “putrella”, tuttavia le prestazioni meccaniche che si possono ottenere sono eccezionali, ottenendo luci libere superiori a 10 metri con elementi strutturali relativamente leggeri. Altre tipologie di profili composti meno comuni sono quelli calastrellati (simili alle reticolari ma composti da reticoli quadrati e non triangolari), alveolati (derivati da travi standard privati di una parte centrale per alleggerirli, permette di usare grandi travi con un peso inferiore) e collaboranti (dotati di connettori che permettono agli elementi di fare corpo unico con altri elementi strutturali, siano essi in calcestruzzo, legno o ancora acciaio). Anche in questo caso la scelta degli elementi di tamponamento è completamente libera.

    Il nostro studio ha investito una grande quantità di tempo in formazione ed esperienza nel campo delle strutture metalliche e vanta anche un portfolio specifico che comprende, nuove strutture, ristrutturazioni, strutture in acciaio complete e strutture miste. Vi raccomandiamo quindi di affidarvi a tecnici esperti e soprattutto preparati in questo tipo di strutture se volete sfruttare tutte le potenzialità del materiale. Questo discorso vale in realtà per ogni tipo di lavoro ma in particolare per le strutture metalliche, per la ancora scarsa diffusione sul mercato italiano di questo tipo di opere. Seguirà un articolo comparativo che confronterà in linea generale le strutture tradizionali, quelle di acciaio e quelle in legno. Per qualsiasi dubbio o chiarimento nel frattempo siamo disponibili all’indirizzo di posta horizonstudio@hotmail.it

    Le immagini riportate negli articoli sono a titolo puramente esemplificativo, qualora qualcuno ne riconoscesse la proprietà provvederemo a segnalarne i diritti o ad eliminarle su richiesta dell’autore.

  • Organizzazione e tempistiche di un cantiere

    Organizzazione e tempistiche di un cantiere

    Proseguendo i ragionamenti fatti fino a questo momento riguardo la figura dell’architetto e l’iter di preparazione di un intervento, dall’ideazione, al progetto, alla redazione delle pratiche, è necessario fare una riflessione apposita riguardo l’organizzazione e le tempistiche di un cantiere.

    Premesso che tutti i cantieri sono differenti tra loro per tecniche costruttive, materiali utilizzati, dimensioni e difficoltà, è anche vero che ogni cantiere, per essere completato a regola d’arte, necessita di tempistiche specifiche e di un preciso ordine di lavorazione, che in pochi casi può essere modificato senza conseguenze negative sui costi e sulla qualità del risultato.

    Se da una parte ci sono le scadenze dettate dalle necessità del cliente e, come abbiamo visto precedentemente, della banca o altri enti, dall’altra è fondamentale comprendere che quasi tutte le lavorazioni devono rispettare determinate tempistiche e scalette per essere eseguite correttamente e senza successive problematiche. Modificare o invertire alcuni passaggi di cantiere può portare anche ad ingenti sovraccosti e quasi mai a risparmi sensibili in termini di tempo. Un piccolo esempio: se il piastrellista è in ritardo, far intervenire prima l’imbianchino per accelerare i tempi, farà risparmiare qualche giorno ma, terminato il lavoro del piastrellista, l’imbianchino dovrà tornare per ritoccare tutte le parti che inevitabilmente saranno state sporcate durante la posa del pavimento, operazione che richiederà tempo e, soprattutto, un ulteriore costo in termini di ore di lavoro dell’imbianchino.

    Per questo motivo è fondamentale che il cliente accetti questa scaletta e si affidi all’esperienza e alla professionalità del tecnico che segue e coordina i lavori. D’altra parte, l’artigiano e le imprese coinvolte devono rispettare i tempi e le modalità di lavoro concordate ad inizio collaborazione, il ritardo prolungato o la mancata presenza in cantiere può provocare gravi malumori e, nel peggiore dei casi, la rescissione del contratto da parte del cliente.

    Detto ciò, torniamo a riassumere velocemente cosa avviene prima dell’inizio dei lavori. Prima di procedere con qualsiasi intervento di cantiere è fondamentale che il tecnico presenti tutta la documentazione agli enti coinvolti (Comune, eventualmente Soprintendenza se il bene è vincolato, Commissione Paesistica, ecc…). Una volta ottenuti i permessi o concluso l’eventuale periodo di “silenzio assenso”, il coordinatore della sicurezza invierà la “notifica preliminare” e compilerà tutta la documentazione necessaria, verificando i requisiti delle imprese incaricate, dal punto di vista di sicurezza, assicurazione e contributi. Solo a questo punto è possibile iniziare i lavori veri e propri. Fino a quel momento qualsiasi intervento svolto in cantiere è da considerarsi abusivo e sanzionabile.
    Cerchiamo ora di riassumere quale sia l’ordine corretto e logico di esecuzione delle opere all’interno di un cantiere ben organizzato. Questa scaletta, è strutturata in modo da ottimizzare tempi e costi di cantiere e realizzare nella maniera più corretta ogni lavorazione, senza rovinare o compromettere quelle già completate:

    NOTA: in caso di ristrutturazione alcune operazioni preliminari vanno eseguite prima di proseguire con la progettazione esecutiva, per questo alcune delle voci che seguono presentano la dicitura (in caso di ristrutturazione) che sta a significare che andranno eseguite in quell’ordine solo in caso di ristrutturazione.

    • Allestimento del cantiere (in caso di ristrutturazione): prima di iniziare qualsiasi lavoro, l’impresa principale, o un’impresa specificamente incaricata, dovrà allestire il cantiere secondo le vigenti normative di sicurezza: ponteggi regolarmente installati e certificati, cartellonistica di cantiere, recinzioni di protezione e servizi igienici. Solitamente nello stesso momento vengono installate gru o altre apparecchiature ingombranti.
    • Demolizioni (in caso di ristrutturazione): primo intervento, nel caso di una ristrutturazione o di una demolizione completa con successiva nuova costruzione, è la demolizione totale o parziale dell’edificio esistente. In questa fase è necessario fare estrema attenzione e prendere ogni precauzione per non danneggiare le strutture vicine, anche attraverso puntellamenti, sottofondazioni o altro.
    • Indagini geologiche e controlli (in caso di ristrutturazione): fondamentali per comprendere il tipo di terreno su cui si va a costruire o ristrutturare sono le indagini geologiche. Un tecnico specializzato, munito di attrezzature specifiche, procederà ad una serie di test sul terreno, per comprenderne la conformazione, la tipologia e la risposta ad eventuali sollecitazioni sismiche. I dati ottenuti verranno inviati all’ingegnere, che li utilizzerà per dimensionare fondazioni e strutture. Per interventi di nuova costruzione queste operazioni vengono effettuate in fase di progettazione, in quanto il terreno è libero da edifici esistenti. Per opere non strutturali in cui non viene modificato il carico sulle fondazioni e in mancanza di segni di cedimento delle stesse, l’indagine geologica viene invece omessa.
    • Rilievi (in caso di ristrutturazione): in caso di nuova costruzione i rilievi possono essere effettuati in fase progettuale in quanto l’area di cantiere risulta già libera da ogni impedimento, in questo caso il rilievo consisterà nella misurazione del lotto, dei confini e dei dislivelli. Se invece ci troviamo nel caso di una ristrutturazione, solo a seguito delle demolizioni (totali o parziali) è possibile rilevare con precisione gli spazi cantierabili, un buon rilievo deve essere eseguito in assenza di impedimenti che possano alterare le misurazioni. Come già detto, un rilievo scrupoloso renderà più semplice la progettazione esecutiva e quindi ottimizzerà costi e tempi di realizzazione.
    • Progettazione esecutiva (in caso di ristrutturazione): viene svolta in questa fase solo in caso di ristrutturazione, nel caso di nuova costruzione viene eseguita ancora prima di allestire il cantiere. Come accennato nella voce precedente, solo a seguito di un corretto rilievo vengono realizzati i disegni esecutivi e di dettaglio che serviranno a definire correttamente tutte le parti dell’edificio. Questa fase potrebbe rappresentare una pausa nei tempi di cantiere in quanto architetto e ingegnere dovranno completare i disegni preparatori di tutti gli elementi strutturali e non. Tuttavia questa attesa risulta fondamentale per evitare di eseguire opere approssimative che debbano poi essere modificate o completamente riprese in corso d’opera.
    • Allestimento del cantiere (in caso di nuova costruzione): in caso di nuova costruzione il cantiere viene allestito al termine di tutte le operazioni tecniche (progetti, rilievi, ecc…).
    • Scavi e fondazioni: con un lotto già libero o a seguito di una demolizione, il primo step edificatorio in ordine di successione riguarda gli scavi per fondazioni, livellamenti e fognature, realizzati con mezzi meccanici (o manuali) di vario genere. A seguito degli scavi verranno realizzati i getti di fondazione, la base di appoggio della nostra nuova struttura. Prima di passare alla fase successiva è necessario attendere i tempi di stagionatura del calcestruzzo di cui solitamente sono formate. 
    • Opere strutturali e di tamponamento: successivamente viene realizzata la struttura portante e i tamponamenti (muri, solai e coperture). Esistono numerose tipologie edilizie, ognuna con specifiche peculiarità (a riguardo verrà pubblicato un articolo che chiarirà le principali differenze tra strutture tradizionali in cemento armato, in legno e a telaio metallico). Se si decide di utilizzare il tradizionale calcestruzzo armato dovranno essere rispettati i tempi di maturazione, in particolare per gli elementi orizzontali come travi e solai. Una volta realizzata la struttura portante potranno essere completati il tetto, i divisori e, nel caso il cliente opti per una scala in muratura, la struttura della scala.  Nel caso si scelga di realizzare una scala autoportante in metallo o legno, verrà posata solo a fine lavori.
    • Predisposizioni impiantistiche e dei serramenti: completato il guscio dell’edificio, vengono installati dal serramentista o più frequentemente dall’impresa, i falsi telai dei serramenti esterni, differenti in base al tipo di serramento scelto. Contemporaneamente verranno posizionate le predisposizioni per gli impianti idrotermosanitari ed elettrici e tutti gli elementi impiantistici che dovranno essere murati. Nello stesso momento vengono murati i falsi telai delle porte interne. Per proteggere le tubature a terra viene quasi sempre realizzato un massetto detto “copri-impianti” che li preserva da eventuali schiacciamenti e crea un piano di appoggio liscio per proseguire le lavorazioni. Prima del getto del massetto vengono posati tutti quegli elementi isolanti (isolamento solaio e eliminazione ponti termici) che dovranno poi ricoperti da massetti, intonaci, ecc…
    • Intonaci e cappotti: a seguito dei getti e della posa della prima parte di impianti sarà possibile realizzare il sistema di isolamento a cappotto (interno o esterno, dipende dall’edificio che si sta realizzando). Il tecnico valuterà attentamente il tipo di isolante da utilizzare per l’edificio in base alla necessità di isolamento, al budget a disposizione e allo spazio disponibile. La scelta dell’isolante più adatto dipende da svariati fattori, tecnici e di prestazione, che vengono attentamente valutati dal tecnico e dal termotecnico. Contemporaneamente ai cappotti o immediatamente dopo, possono essere realizzati gli intonaci interni. Si parla di cappotto in quanto ad oggi è la soluzione di isolamento più comune, tuttavia esistono molteplici soluzioni di isolamento e di facciata che potrete valutare con il vostro tecnico.
    • Rivestimenti: una volta asciugati completamente gli intonaci è possibile proseguire con i rivestimenti interni, intesi come pavimenti e rivestimenti dei bagni. I pavimenti poggiano su appositi massetti che solitamente inglobano l’eventuale riscaldamento a pavimento. Da questa fase in poi cominciano tutte quelle operazioni che vengono definite “finiture”, quindi chiunque si rechi in cantiere dovrà fare molta attenzione a non danneggiare parti o superfici già completate (intonaci, piastrelle, piatti doccia, ecc…).
    • Serramenti esterni: per completare la “chiusura” dell’edificio, vengono installati i serramenti esterni. Anche in questa fase bisogna prestare particolare attenzione a non danneggiare in alcun modo gli elementi appena installati.
    • Tinteggiature e cartongessi: chiuso l’edificio e asciugato completamente l’intonaco, si possono iniziare le ultime finiture interne: tinteggiature e cartongessi. Eseguire questo tipo di lavori senza i serramenti in un ambiente freddo e umido, potrebbe comprometterne la qualità (macchie, ritiri improvvisi, crepe e bolle). È particolarmente sconsigliabile realizzare queste finiture in una fase troppo prematura del cantiere in quanto inevitabilmente altri operatori potrebbero urtare o sporcare, rendendo necessari ritocchi o rifacimenti.
    • Completamento degli impianti: idraulici ed elettricisti a questo punto possono completare l’installazione degli impianti, prestando molta attenzione a non rovinare le finiture finora realizzate.
    • Installazione della scala: se la scala non è in muratura ma è a struttura autoportante o parzialmente autoportante (legno e ferro o vetro e ferro per esempio) è questo il momento per installarla. Spesso si pensa che installarla in una fase preliminare faciliti le operazioni di cantiere tuttavia, per loro natura queste scale hanno superfici molto delicate (legno, vetro, smalto) che non attraverserebbero indenni la durata di un cantiere edile, anche con abbondanti protezioni. Di conseguenza se non si vuole rischiare di doverla rifare, smontare e riverniciare, va montata appena prima di arredamento e serramenti interni.
    • Allestimenti, arredi e serramenti interni: cosi come la scala e l’arredo, le porte sono elementi molto delicati, che rischiano di rovinarsi se urtati. Per questo sono tra le ultime cose da installare, poco prima o contemporaneamente alla posa dell’arredo, dei lampadari, box doccia, ecc…
    • Collaudi e pratiche di fine lavori: a questo punto l’edificio è completato. Prima che il cliente si trasferisca ufficialmente è necessario che vengano completate le documentazioni conclusive come il collaudo realizzato da un tecnico esterno, e le pratiche di Fine Lavori. Solo presentate queste documentazioni il cliente potrà, a tutti gli effetti, utilizzare l’edificio. 

    Per molte persone questo articolo potrà sembrare banale e scontato. È stato scritto per chiarire a chiunque si appresti ad affrontare un intervento di nuova costruzione o di recupero, che l’edilizia necessita di tempo e di una particolare cura per tutte le operazioni che vengono svolte.

    Chiedere di invertire o modificare quest’ordine può, in molti casi, generare un aumento dei costi anche consistente, senza portare effettivi vantaggi come una sostanziale riduzione dei tempi di realizzazione. Ogni modifica richiesta dal cliente dovrà essere valutata insieme a tecnico ed impresa per comprendere se è fattibile e come modificare le lavorazioni successive senza intralciare il lavoro di nessun soggetto coinvolto.

    Le immagini riportate negli articoli sono a titolo puramente esemplificativo, qualora qualcuno ne riconoscesse la proprietà provvederemo a segnalarne i diritti o ad eliminarle su richiesta dell’autore.

  • I costi in edilizia

    I costi in edilizia

    Molto spesso un architetto si vede rivolgere questa domanda: “Quanto costa costruire una casa?“  “Quanto costa ristrutturarne una?“ O semplicemente “Quanto costa una casa?”
    Se da una parte è naturale porsi queste domande, dall’altra pare ovvio che non può esistere una risposta precisa a domande così generiche. Un’enormità di fattori entrano in gioco quando si parla di costi in edilizia. Il semplice parametro del “metro quadrato” non è sufficiente a determinare il costo di un edificio o di un intervento, in quanto la qualità o la posizione influiscono pesantemente su questi valori.

    Se stiamo parlando di valori di acquisto, fortunatamente internet viene in aiuto di tecnici e clienti, in quanto è possibile consultare una vasta offerta di immobili in vendita con alcune specifiche (non sempre correttissime) ed è quindi possibile farsi un’idea del costo di una certa tipologia di edificio in una determinata zona. Tuttavia osserverete facilmente come, cambiando anche di poco la zona o l’anno di costruzione, i valori possono cambiare drasticamente, soprattutto in città.
    Per quel che riguarda la zona la motivazione è chiara e non necessita di spiegazioni. Per l’anno di costruzione, invece, entrano in campo due fattori: il primo sono gli obblighi normativi sempre più stringenti (una casa costruita dieci anni fa non può essere paragonata, per requisiti tecnologici, ad una di oggi), il secondo è l’avvicinarsi di una eventuale manutenzione (molti elementi in un edificio hanno una durata di una ventina d’anni e se ne sono già passati dieci, presto bisognerà sostenere delle spese). Purtroppo in queste valutazioni viene raramente considerata la qualità architettonica dell’edificio e quindi potreste essere tratti in inganno da un prezzo interessante e da qualche foto ben scattata, fatevi aiutare da un tecnico esperto prima di investire il vostro futuro in un immobile di scarsa qualità. 

    Per quel che riguarda costi di costruzione e ristrutturazione invece il campo è totalmente aperto. Chi propone delle cifre al metro quadrato si limita a darvi un’informazione imprecisa per accontentarvi sul momento ma, non essendo cifre attendibili, potrebbero arrivare brutte sorprese durante gli eventuali lavori. Un tecnico, un impresario o un imprenditore corretto dovrebbero darvi un’indicazione di massima, per permettervi di capire se un determinato intervento rientra nelle vostre possibilità. Tuttavia prima di lanciarvi all’azione e indebitarvi, conviene chiedere un computo metrico preliminare ad un tecnico di vostra fiducia, questo è infatti l’unico modo per avere un’idea realistica dei costi di intervento.
    Ovviamente siamo a vostra disposizione per consulenze e pareri specifici su singoli interventi, tuttavia, per darvi qualche indicazione, vi illustriamo quali sono le principali voci che incidono sul bilancio di una nuova costruzione o di una ristrutturazione.

    Nuove costruzioni:

    • Terreno edificabile: nonostante il crollo dei prezzi del mercato immobiliare, il valore dei terreni non è calato quanto quello degli edifici (a volte si trovano edifici che valgono meno di un lotto edificabile identico a quello che occupano). Ovviamente il fattore principale che determina il valore di un lotto è la posizione, tanto più la posizione sarà ambita, tanto più il lotto potrà costare. Questo, in certi interventi, significa che il terreno costerà più dell’edificio che si andrà a costruire.
    • Oneri: spesso in fase di valutazione iniziale non vengono presi in considerazione, hanno invece una forte incidenza sul costo complessivo dell’opera nel caso di nuove costruzioni o piani di recupero particolarmente elaborati. L’attuale tendenza favorisce il recupero del patrimonio immobiliare esistente per limitare il consumo di suolo, di conseguenza l’imposizione fiscale sulle nuove costruzioni è molto più alta che quella sulle ristrutturazioni, che invece sono addirittura soggette a numerose agevolazioni.
    • Qualità del terreno: un terreno di scarsa qualità (poco portante o con una falda alta) può portare a maggiori spese per la parte di fondazione (con la necessità di scavi profondi o palificazioni) o per le parti interrate (impermeabilizzazioni cantine o garage, eccetera). Queste operazioni possono diventare molto costose.
    • Tecnica costruttiva: come illustrato in altri articoli, alcune tecniche costruttive sono più costose di altre. Una struttura in legno costa più di una in acciaio e muratura, un isolamento ad intercapedine può costare più di uno a cappotto, e un cappotto in sughero o aerogel costa molto di più di un normale cappotto in polistirene.
    • Tipologie di serramenti: la richiesta di serramenti con prestazioni termiche sempre più estreme ha comportato un inevitabile aumento della complessità degli elementi e quindi, un aumento dei costi. In commercio esistono varie tipologie di serramenti, ognuna con caratteristiche e costi specifici. La scelta del serramento più adatto dipende dal budget, dalla tipologia e dalla dimensione dell’apertura. Per esempio il PVC costa poco ma è adatto solo per aperture regolari e di ridotte dimensioni, alluminio e legno sono più versatili ma anche più costosi, l’acciaio è ancora più costoso ma adatto a sorreggere pesanti vetri di sicurezza.
    • Tipologia impiantistica: anche l’impiantistica si è velocemente evoluta impiegando apparecchi sempre più sofisticati e costosi. Valutate attentamente con il vostro tecnico dove e come conviene investire, in base alle esigenze. Sull’argomento pubblicheremo un articolo specifico.
    • Qualità delle finiture: le finiture hanno una forbice di costo molto ampia, ad esempio tra un pavimento in resina e un pavimento in laminato la differenza di costo può essere del 400% o superiore. Chiedete sempre chiarimenti sui costi delle varie soluzioni di finitura e cercate di deciderle in fase iniziale, in modo da consentire al vostro architetto di inserire il costo della specifica finitura nel computo metrico.
    • Arredi e allestimenti: spesso il cliente sottovaluta il costo dell’allestimento finale degli ambienti. Grazie alla diffusione delle grandi catene di arredamento a basso costo, i prezzi dei mobili sono notevolmente diminuiti, tuttavia locali come la cucina e il bagno rimangono tra i più costosi da allestire, così come grandi armadi e divani su misura. Valutate sempre di disporre di una riserva economica per l’arredamento, in funzione del numero e della tipologia di ambienti che dovrete allestire.
    • Indecisioni e ripensamenti: i processi costruttivi vanno ampiamente pianificati per ottimizzare i costi, ogni operazione deve seguire le altre in un ordine ben preciso per massimizzare l’efficienza. Bloccare lavori già pianificati, eseguirne altri non previsti o semplicemente eseguire lavorazioni nell’ordine sbagliato, può aumentare notevolmente i costi e le possibili problematiche.

    Ristrutturazioni:

    • Qualità dell’edificio esistente (tetto, strutture, umidità, intonaci): più l’edificio da ristrutturare sarà in buono stato, minori saranno i lavori da effettuare e quindi i costi. Le discriminanti maggiori sono l’umidità nei muri con relativo deterioramento degli intonaci, la qualità e lo stato della copertura e infine la rispondenza degli spazi e delle aperture esistenti alle esigenze del committente (più la struttura sarà da modificare maggiori saranno i costi).
    • Richiesta o meno di interventi strutturali importanti: i vecchi edifici sono spesso caratterizzati da stanze piccole e poco illuminate. Abbattere pareti e allargare le aperture potrebbe richiedere interventi strutturali e probabilmente di consolidamento sismico.
    • Cambi di volumetria: quando si modifica la volumetria di un edificio spesso devono essere demolite parti importanti della struttura esistente, questo, come detto nel punto precedente, può comportare costosi interventi strutturali.
    • Sostituzione serramenti: come già detto per le nuove costruzioni, i serramenti possono diventare molto costosi, di conseguenza la necessità di sostituirli può costituire un costo importante.
    • Sostituzione impianti: stesso discorso vale per gli impianti. Se non è possibile una semplice manutenzione ed è necessario sostituirli completamente, i costi saranno rilevanti.
    • Qualità delle finiture: in questo caso vale quanto detto prima, intervenire sulle finiture può determinare costi elevati a seconda della qualità delle finiture scelte e la necessità o meno di rimuovere quelle esistenti.
    • Arredi e allestimenti: vale quanto detto per le nuove costruzioni.
    • Indecisioni e ripensamenti: anche in questo caso vale quanto detto sopra, indecisioni e ripensamenti possono pesare in maniera rilevante sul bilancio dell’intervento e sono ovviamente difficili da prevedere.

    Come si può facilmente intuire, l’unico modo per tenere sotto controllo i costi di cantiere è prendere praticamente tutte le decisioni prima di cominciare i lavori e, soprattutto, non cambiare idea in corso d’opera, perché comporterebbe un aumento imprevedibile dei costi. Chiaramente, se state leggendo questo articolo, vi aspettate comunque un’indicazione numerica del “costo di un edificio” nonostante tutto quello che abbiamo premesso.
    Possiamo dirvi che, nella maggior parte dei casi, se porrete questa domanda a qualcuno che vorrà rispondervi in maniera veloce e un po’ superficiale la risposta sarà “circa 1500 €/mq”. Questa cifra può essere realistica per interventi di nuova costruzione (escludendo completamente il costo di acquisto del lotto) o ristrutturazioni pesanti. Tuttavia si tratta di un’indicazione veramente approssimativa, che può essere completamente alterata non solo dai fattori di cui abbiamo parlato prima, ma anche dalla superficie della casa stessa. Minore sarà la superficie della casa maggiore sarà il prezzo al metro quadrato, in quanto alcune caratteristiche essenziali, non sono influenzate dalla superficie e quindi saranno più incisive in un edificio piccolo piuttosto che in uno grande (ad esempio il costo di un bagno).
    Per farvi un esempio di come i fattori di cui abbiamo parlato prima possono influire sulla cifra di partenza, proviamo a fare un calcolo: nuova costruzione da 150mq di superficie utile, costo ipotizzato 1.500×150=225.000€ con finiture, impianti e serramenti standard. Decidiamo però di preferire un pavimento in resina invece che uno in piastrelle (quindi passiamo da una finitura da 40€/mq a una da 120 €/mq) e che vogliamo serramenti di ultima generazione con triplo vetro e gas argon (quindi ipotizziamo circa un extra costo di 10.000€). Ci troveremo con un extra costo complessivo di 22.000€ che porterebbe il costo al metro quadro della casa a 1.647€/mq. Capite bene che la quantità di fattori sui quali si può intervenire sono molti (finiture, impianti, serramenti, strutture, arredo, dotazioni tecnologiche) e di conseguenza la variabilità della cifra è molto alta.
    Diffidate di chi promette soluzioni a scatola chiusa ad una cifra definita al metro quadrato, perché o si tratterà di una cifra “a partire da” che difficilmente verrà rispettata, oppure di una cifra effettivamente fissa a fronte di un lavoro che ancora non è definito, questo andrà sicuramente a discapito della qualità finale delle opere, perché in qualche modo il promotore dell’intervento dovrà “stare dentro nei costi”.

    Speriamo quindi che sia finalmente chiaro che per avere un’idea concreta di quanto costi un intervento dovete rivolgervi ad un tecnico esprimendogli le vostre esigenze. Un passo alla volta vi darà indicazioni sempre più precise sui costi, man mano che le vostre richieste diventeranno più definite.

    Le immagini riportate negli articoli sono a titolo puramente esemplificativo, qualora qualcuno ne riconoscesse la proprietà provvederemo a segnalarne i diritti o ad eliminarle su richiesta dell’autore.

  • Mutui – istruzioni per l’uso

    Mutui – istruzioni per l’uso

    Capita spesso, all’inizio del rapporto di collaborazione, che i clienti ci chiedano consiglio sui mutui. Solitamente una persona non contrae più di due o tre mutui nella propria vita mentre un architetto, grazie alla propria esperienza lavorativa, ne vede “passare” molteplici, si pensa quindi che possa fungere da consulente. Fermo restando che esistono professionisti appositi a cui rivolgersi per questo tipo di richieste, siamo comunque in grado di fornire alcuni consigli a riguardo, che possono rendere la vita più facile al cliente e indirettamente a tutti gli attori coinvolti in un cantiere:

    1. Concorrenza: una banca (anche se “vuole meritare di essere la tua banca” o “è costruita intorno a te”) è, a tutti gli effetti, un’impresa commerciale costruita per conseguire guadagno, e il guadagno della banca è la spesa del cliente. Di conseguenza quando vi recate nella vostra banca per un mutuo, non vi comportate come se steste chiedendo un prestito ad un parente, sicuri che vi “tratteranno bene” perché siete clienti da anni, ma abbiate l’atteggiamento di chi sta cercando di acquistare un’auto o un elettrodomestico. Chiedete un “preventivo” non solo alla vostra filiale, ma anche ad altre filiali dello stesso istituto o, ancora meglio, ad altri istituti. Per la regola della concorrenza vedrete che i tassi scenderanno notevolmente. Non è inusuale che una persona abbia il conto corrente in una banca e un mutuo in un’altra, non vi preoccupate.
    2. Non solo tassi: spesso la principale discriminante nella scelta del mutuo è il tasso di interesse, tuttavia esistono tutta una serie di spese e condizioni accessorie che possono diventare ancora più pesanti della rata stessa. Di conseguenza attenzione a queste condizioni perché potrebbero valere più di uno 0,1% di tasso di differenza. Queste condizioni possono essere le spese di istruttoria, gli svariati passaggi dal notaio (a carico del cliente), le spese per il perito (quanto costa e quante volte deve essere interpellato), le modalità di erogazione e le tempistiche (di cui parleremo nei prossimi passaggi).
    3. Condizioni di erogazione: in fase di cantiere le condizioni di erogazione sono più importanti del tasso, procedure complesse o particolarmente restrittive possono rallentare se non fermare i lavori. Esistono molteplici modalità di erogazione, solitamente diverse da istituto a istituto (fatevi sempre aiutare dal vostro tecnico o meglio ancora dal commercialista per valutare le condizioni del vostro mutuo e comprenderne tutte le implicazioni). Comunemente si pensa che una volta concluso l’iter burocratico la banca metta immediatamente a disposizione del cliente la cifra concordata, era così una volta, ma adesso è molto raro che accada, soprattutto per lavori di costruzione e/o ristrutturazione. Un altro tipo di erogazione è l’erogazione “a fatture”, in cui il cliente periodicamente presenta le fatture di cantiere, e la banca eroga la cifra concordata per quelle fatture (di solito l’ottanta percento), a fronte di una commissione di spesa a volte anche rilevante. Con questa modalità spesso il cliente aspetta di aver accumulato una certa quantità di fatture prima di richiedere l’erogazione, tuttavia bisogna stare attenti a non rallentare troppo i pagamenti alle imprese o potrebbero insorgere malumori all’interno del cantiere per i pagamenti ritardati. Ultimo tra i più comuni sistemi di erogazione è quello a “stato di avanzamento lavori su valore dell’immobile”, in cui un perito si reca periodicamente o su richiesta in cantiere (a spese del cliente) per verificare lo stato dei lavori e dell’immobile. Compilata una perizia sul valore attuale dell’immobile lo invia alla banca, che eroga una cifra concordata, proporzionata al valore raggiunto dall’immobile al momento della perizia. Proprio qui è il problema: la progressione dei costi di cantiere non è proporzionale all’aumento di valore dell’immobile, di conseguenza potreste restare “scoperti” fintanto che l’immobile non raggiunge un valore sufficiente o terminati i lavori, perché ovviamente a fine lavori la cifra viene erogata per intero. Se vi trovate a concordare quest’ultimo tipo di mutuo, assicuratevi di avere una liquidità economica personale paragonabile almeno alla metà dell’importo lavori, che vi permetta di pagare regolarmente le fatture, in attesa che lo stato delle opere arrivi al punto da consentire un’erogazione da parte della banca.
    4. Tempistiche: spesso all’interno del contratto di mutuo sono indicate delle tempistiche massime per l’erogazione delle cifre e di conseguenza per l’esecuzione dei lavori. Verificate queste tempistiche con il vostro tecnico in quanto non sempre è possibile rispettarle. Se per esempio fate un mutuo che copre sia acquisto che ristrutturazione, e la banca vi detta come tempo massimo 18 mesi dalla prima erogazione (solitamente coincidente con l’acquisto) per la fine dei lavori, le tempistiche potrebbero essere un serio problema se vi rivolgete al tecnico dopo l’acquisto, per iniziare l’iter di progetto. I tempi necessari per la progettazione, le autorizzazioni da parte degli enti preposti, l’individuazione dell’impresa e tutte quelle operazioni obbligatorie e necessarie prima dell’effettivo inizio dei lavori, potrebbero togliere mesi preziosi al cantiere vero e proprio.
    5. Durata: la durata di un mutuo solitamente dipende dalla massima rata che il cliente può sostenere. Di norma la banca non concede che la rata ammonti a più di un terzo della somma del reddito netto di tutti i sottoscrittori (per esempio, se due coniugi hanno un reddito di 1500 euro netti ciascuno per un totale di 3000 euro mensili, la banca difficilmente concederà mutui con una rata superiore ai 1000 euro mensili). Di conseguenza, anche se la regola è farlo durare il meno possibile per limitare l’importo degli interessi totali pagati, la durata sarà proporzionata alla cifra richiesta e all’importo massimo della rata concessa.
    6. Importo: l’importo da richiedere deve essere valutato dopo aver concordato il costo totale dell’intervento (compresi costi accessori ed imprevisti) con il vostro tecnico. È importate quindi aver prima definito il progetto e un computo metrico estimativo, per avere un’idea più precisa della spesa a cui si sta andando incontro ed evitare spiacevoli sorprese a lavori iniziati e dopo aver già sottoscritto il mutuo. Il nostro consiglio è sempre quello di evitare di lavorare “tirati per il collo”. Affrontare un intervento con cifre a disposizione a malapena sufficienti a terminare i lavori è sempre rischioso. Durante l’opera, possono capitare inconvenienti o possono potreste richiedere varianti che modificano i costi al di là del margine di imprevisti indicato dal tecnico. È consigliabile avere sempre a disposizione una riserva per eventuali emergenze. Inoltre è importante ricordarsi che l’arredamento ha un suo costo, che solitamente non viene finanziato dalla banca, di conseguenza è meglio cominciare sapendo di poter abitare la casa almeno con un arredamento essenziale.
    7. Altri tipi di finanziamento: esistono molti altri tipi di finanziamento meno diffusi ma che tuttavia in certe situazioni possono essere più interessanti. Il leasing ad esempio, solitamente preferito dalle imprese, può essere scelto anche da privati. Il finanziamento personale, per importi sotto i 50.000 euro, offre la possibilità di aver accesso a piccole cifre con modalità semplificate, anche se con tassi meno convenienti rispetto a un normale mutuo bancario per la casa. Lo si può quindi tenere in considerazione per piccoli interventi o per reintegrare la vostra liquidità nel caso non si sia conservata una riserva ad inizio lavori.

    Come premesso questo discorso serve solo a dare alcuni piccoli avvertimenti ai committenti riguardo ai mutui, dal punto di vista del cantiere e del progetto. Esistono numerosi siti specializzati che vi forniranno informazioni molto più dettagliate sul concetto stesso di mutuo, rata, ammortamento, interessi e via dicendo. Ricordate sempre che l’aiuto di un professionista può essere prezioso quando l’impegno è su grosse cifre per lungo tempo. L’architetto in particolare andrà interpellato per le voci 4 e 6, mentre il vostro commercialista potrebbe darvi un parere qualificato su tutte le altre tematiche, fermo restando che un tecnico qualificato potrà darvi validi consigli generali anche in questo campo.

    Le immagini riportate negli articoli sono a titolo puramente esemplificativo, qualora qualcuno ne riconoscesse la proprietà provvederemo a segnalarne i diritti o ad eliminarle su richiesta dell’autore.

  • Le prestazioni del professionista: ruolo e competenze dell’architetto

    Le prestazioni del professionista: ruolo e competenze dell’architetto

    Per quale motivo è importante fare chiarezza su chi sia e che lavoro svolga un architetto?

    Spesso, l’architetto viene identificato come l’”esteta”, il “creativo”, l’ideatore di progetti belli (o solo eccentrici) ma tecnicamente o economicamente insostenibili.

    Un tecnico per gente coi soldi e del tempo da perdere: sbagliato!

    Occorre quindi fare chiarezza sul ruolo e le competenze di un architetto, in modo da aiutare chi ha intenzione di ristrutturare o costruire un nuovo edificio, nella scelta del tecnico più adatto alle proprie esigenze.

    Per farlo prendiamo spunto da un documento dell’Ordine degli Architetti di Milano “Perché affidarsi ad un architetto. Una guida per il committente”

     

    1. Chi è l’architetto?

    L’architetto è un tecnico professionista che ha conseguito una laurea in architettura triennale (architetto Junior) o quinquennale ed è iscritto ad un Ordine professionale (dopo aver superato un esame di abilitazione). L’iscrizione ad un Ordine vincola il tecnico al rispetto di tutti gli obblighi professionali previsti (formazione continua, assicurazione professionale, ecc…) e funge da prima garanzia per il cliente, che quindi dovrebbe verificarne l’abilitazione (è sufficiente cercare su internet l’albo nazionale degli architetti, o verificare all’ordine provinciale i dati sulla carta intestata del tecnico con cui volete lavorare).

    L’architetto, come vedremo nel corso dell’articolo, non si limita a disegnare quattro muri e qualche finestra per rientrare nei limiti normativi ma, dopo aver incontrato e compreso le richieste e le esigenze del cliente, comincia a lavorare a delle idee, e quindi ad un progetto, che risponda a pieno a tutte le richieste, attraverso soluzioni tecniche, formali ed estetiche, espresse o inespresse dal cliente.

    “L’architetto deve darti non solo quello che vuoi, ma ciò che non hai ancora immaginato.”

     

    2. Quando e perché devo coinvolgere un architetto?

    Se si ha intenzione di comprare, ristrutturare o costruire da zero, è importante coinvolgere fin da subito un tecnico abilitato che possa aiutarvi nelle varie decisioni che dovranno essere prese.

    Prima di iniziare qualsiasi lavoro è consigliabile incontrare più di un architetto, per poter selezionare quello che potrà seguire al meglio il vostro progetto. Per questa fase solitamente il cliente si basa sul passaparola o sulla raccomandazione da parte di conoscenti, ma può anche contattare l’Ordine Professionale Provinciale per avere una lista dei tecnici abilitati della zona.

    Il cliente, prima di affidare l’incarico, può e deve incontrare più professionisti e a tutti deve esporre le proprie necessità e perplessità, in modo da avere un riscontro confrontabile da parte di tutti. Saranno poi l’affinità, le competenze tecniche e l’esperienza, gli elementi fondamentali di valutazione.

    Nei primi incontri, per comprendere se il tecnico vi potrà soddisfare per gusti ed estetica, è consigliabile visionare altri progetti simili realizzati dal suo studio o progetti analoghi per tipologia tratti da pubblicazioni o riviste. Il cliente deve sentirsi libero di far domande per chiarire ogni dubbio, deve esporre obiettivi, budget, tempi, chiedendo chiarimenti e spiegazioni su tutte le fasi del lavoro.

    “Scegli l’architetto come fosse il tuo medico, il tuo medico non lo scegli solo in base ai costi della prestazione ma, soprattutto, in base all’empatia e alla fiducia che riponi nella sua professionalità.”

    Alla base della relazione architetto-cliente, è fondamentale che si instauri un rapporto di fiducia in quanto, se incaricato, l’architetto dovrà seguire tutte le fasi del progetto, del cantiere, la contabilità e tenere i rapporti con imprese ed artigiani per conto del cliente: la fiducia è quindi un elemento fondamentale.

     

    3. Cosa può fare per te un architetto?

    L’architetto non si limita a realizzare dei disegni, ma interpreta e tramuta in progetto le richieste del cliente e le trasmette a tutti i soggetti coinvolti; coordina i compiti di tutti i collaboratori nelle varie fasi di lavoro; informa il cliente sul grado di complessità del progetto, sui costi complessivi dell’intervento e sugli eventuali imprevisti che potrebbero incorrere nel cantiere.

    Chiaramente, nell’attuale complessità della pratica progettuale, sono spesso auspicabili collaborazioni in gruppo, tuttavia il cliente deve designare una figura di coordinamento da scegliere a seconda della tipologia di lavoro, solitamente l’architetto.

    Per fare un esempio, occupandoci principalmente di spazi vissuti, nella nostra pratica professionale coordiniamo tutta la squadra tecnica che seguirà l’opera, avvalendoci di ingegneri per i calcoli tecnici (strutturali, termici, elettrici) e di geometri per le pratiche di accatastamento.

     

    4. Cosa distingue un buon architetto da uno cattivo? Come sceglierlo?

    Come detto in precedenza molte persone sono convinte che il ruolo dell’architetto sia solo quello di disegnare qualche linea su un foglio e presentare le pratiche edilizie in comune. Dovrebbe ormai essere chiaro, dopo questa prima parte di articolo, che così non è.

    Fermo restando che quando ci si appresta a ristrutturare o costruire un edificio è necessario affidarsi ad un tecnico per presentare i dovuti permessi e successivamente supervisionare l’andamento dei lavori, cerchiamo di chiarire quali siano effettivamente tuttie le azioni svolte da un architetto da prima dell’inizio alla fine dei lavori.

    Ma come si fa a scegliere un tecnico adatto?

    Scegliere un architetto con una gara al ribasso sul compenso è sconsigliabile. É molto probabile che alla fine, vista la scarsa parcella, non presterà la dovuta attenzione al vostro cantiere, d’altronde se il tempo è denaro quello che risparmierete voi dovrà andarlo a cercare da un’altra parte, dividendo il suo tempo su un numero eccessivo di clienti. Magari si presenterà una volta a inizio lavori e poi scomparirà fino al termine, non avrà quindi un controllo costante dell’andamento dei lavori, dei tempi, dei materiali e dei costi e non vi fornirà tutti i servizi che potrebbe in realtà offrirvi. Allo stesso modo, pagare uno sproposito un tecnico non vi garantirà la certezza di un lavoro di alta qualità.

    Quindi? Come deve muoversi un cliente nella scelta?

    Un professionista corretto, onesto e competente deve offrire determinati servizi che devono esplicitamente essere citati nel contratto (di cui parleremo in una seconda parte):

    • Un primo incontro conoscitivo consente al cliente di comprendere come lavora il professionista e di esplicitare in modo generale cosa vuole ottenere dall’intervento proposto.
    • Un primo sopraluogo sulla futura area di cantiere consentirà al tecnico di fare qualche primo ragionamento generale.
    • A seguito di questi primi incontri il tecnico deve presentare il proprio preventivo. Ogni professionista prima di iniziare qualsiasi lavoro deve presentare un preventivo e un contratto che contenga l’elenco di tutti i servizi che offrirà al cliente. La vecchia tecnica del “ci mettiamo a posto dopo” non è più accettabile e non dovrebbe mai esserlo, al fine di tutelare gli interessi di tutti i soggetti coinvolti nel lavoro.

    La normativa infatti lo rende obbligatorio dal 2017. (L. 124/2017)

    “deve rendere noto obbligatoriamente, in forma scritta o digitale, al cliente il grado di complessità dell’incarico, fornendo tutte le informazioni utili circa gli oneri ipotizzabili dal momento del conferimento fino alla conclusione dell’incarico e deve altresì indicare i dati della polizza assicurativa per i danni provocati nell’esercizio dell’attività professionale.
    In ogni caso la misura del compenso è previamente resa nota al cliente obbligatoriamente, in forma scritta o digitale, con un preventivo di massima, deve essere adeguata all’importanza dell’opera e va pattuita indicando per le singole prestazioni tutte le voci di costo, comprensive di spese, oneri e contributi”

    • Il rilievo. Il primo aspetto che differenzia nettamente un tecnico professionale da uno poco professionale è il rilievo. Alcuni professionisti, un po’ per la parcella troppo bassa, un po’ per poca professionalità, limitano il loro “rilievo” ad un superficiale sopralluogo e ad una velocissima verifica dei disegni catastali. Un rilievo ben fatto necessita di più sopralluoghi perché richiede numerose verifiche e consente di avere un’approfondita conoscenza dell’immobile nel caso di una ristrutturazione o del lotto nel caso di una nuova costruzione. Un’accurata conoscenza del luogo evita spiacevoli imprevisti successivi, legati a un’errata progettazione esecutiva e dei dettagli, fino ad eventuali illegittimità che poi risulteranno da sanare a fine lavori, con enorme dispendio di denaro da parte del cliente.
    • Prime proposte progettuali. Se un tecnico al secondo incontro presenta un progetto super dettagliato e magari già affiancato da fotomontaggi, significa che non ha prestato molta attenzione alla progettazione del vostro edificio. Un buon progetto necessita di svariati incontri prima di essere perfettamente adattato alle esigenze del cliente. I primi incontri potrebbero anche basarsi sul mostrare immagini di edifici o suggestioni per comprendere la reazione del cliente e i suoi gusti.
    • Definito il progetto vengono scelti materiali e finiture e quindi viene fornito un computo metrico estimativo di tutte le lavorazioni del cantiere. Solo con progetto ben definito sarà possibile fare una stima realistica dei costi di intervento. Tutte le stime fatte senza un progetto sono solamente ipotizzate e non attendibili e dovranno essere riviste con progetto alla mano. I prezzi riportati nel computo saranno appunto “estimativi” basati quindi sull’esperienza del tecnico e apposite linee guida. Un ulteriore passo verso la definizione della spesa sarà la redazione del capitolato (un documento che riporta la descrizione e le modalità di esecuzione delle opere) e la richiesta di offerta alle possibili imprese da coinvolgere.
    • Parlando appunto di artigiani ed imprese. Un buon architetto affianca il cliente nella selezione di imprese ed artigiani mettendo a disposizione la propria esperienza e competenza per verificare le capacità tecniche ed economiche delle singole ditte che si propongono. Ricorderà inoltre al cliente che è importante avere più di un preventivo per confrontare i servizi offerti, i costi e i materiali utilizzati e che bisogna essere sempre cauti prima di affidare un lavoro senza avere riscontri di verifica, anche quando si tratta di imprese amiche o fornitori abituali.
    • L’architetto deve preparare e presentare per tempo tutti i documenti necessari ad ottenere i permessi e rendere il cantiere completamente legittimo, interloquendo con Comune, Soprintendenza, Commissione Paesistica o Edilizia, ATS, ecc… Questa fase può aver bisogno di un po’ di tempo, ogni Comune, ente, Provincia e logicamente Regione, ha una sua modulistica e modalità di presentazione delle pratiche, ma è sempre prudente avere tutto in ordine prima di cominciare. Fare altrimenti può avere conseguenze disastrose.
    • Uno degli elementi che differenzia maggiormente un buon tecnico, da uno poco professionale è la direzione lavori. Molti clienti hanno reagito alla nostra direzione lavori chiedendo: “ma quindi un architetto va anche in cantiere a controllare? perché il tecnico che mi ha seguito l’altra volta si è limitato a firmare le pratiche e non si è più visto?”. È importantissimo che il tecnico segua costantemente l’evoluzione dei lavori in cantiere, supervisionando tutte le operazioni più importanti, coordinando le varie ditte, verificando la qualità dei materiali e delle lavorazioni con presenza quasi giornaliera.
    • Pratiche di fine lavori. Esistono tutta una serie di adempimenti da eseguire dopo la fine dei lavori, e capita che un tecnico poco professionale (e/o mal pagato) non completi queste operazioni, mettendo il cliente in una posizione di illegalità e a rischio di sanzioni. Capita spesso infatti di trovare edifici non riaccatastati, mancati collaudi delle strutture, certificazioni assenti o incomplete.
    • Consegna della documentazione al cliente. Oggi non è più così immediato in quanto quasi tutti i comuni si sono dotati di “portali online” per il deposito delle pratiche. È importante che il cliente sia in possesso di una copia di tutti i documenti presentati agli enti e di tutte le certificazioni di impianti o elementi installati in cantiere che dovrà conservare, a favore di una eventuale verifica dell’autorità o in vista di una compravendita o di altri lavori.

    Tutti questi servizi dovrebbero essere di norma offerti da un buon tecnico, purtroppo non è sempre così, e tutta la categoria ne subisce la cattiva pubblicità.

     

    5. Il contratto tra architetto e cliente

    Individuato il tecnico più adatto, prima di procedere con qualsiasi proposta o collaborazione e solo in seguito ad un primo sopralluogo ed un incontro conoscitivo, è corretto che venga presentato il contratto per il lavoro da svolgere: il preventivo è un obbligo per il professionista ed è un diritto per il committente.

    Il contratto stilato dall’architetto rappresenta un documento ufficiale a tutti gli effetti e riporta esplicitamente i servizi offerti dal professionista e quelli non di sua competenza. L’accordo esplicita tutti i dettagli del progetto, i servizi forniti, le modalità di calcolo della parcella e delle spese, la presenza o meno di altri consulenti e la copertura assicurativa dell’architetto.

    Le responsabilità dell’architetto verso il cliente si possono riassumere in:

    • Svolgere le sue funzioni con competenza
    • Agire come rappresentante dei soli interessi del cliente
    • Consigliare il cliente nelle decisioni, nel rispetto della normativa vigente
    • Aggiornare costantemente il cliente dell’avanzamento dei lavori
    • Tenere sotto controllo e comunicare costantemente tempi, costi e lavorazioni
    • Non modificare il progetto senza prima aver consultato il cliente
    • Non subappaltare lavorazioni senza il consenso del cliente

    Il cliente deve invece:

    • Fornire tutte le informazioni e le documentazioni necessarie al tecnico
    • Collaborare con il tecnico al momento di prendere decisioni
    • Pagare regolarmente le fatture delle lavorazioni di cantiere
    • Pagare regolarmente le parcelle dei professionisti coinvolti nelle varie fasi

    La parcella dell’architetto non è standardizzata in quanto la legge Bersani ha da tempo abolito i tariffari professionali. L’ammontare del compenso dipende quindi dai tipi di servizi offerti dal professionista o dallo studio (direzione dei lavori o sola direzione artistica, fornitura di materiale tridimensionale o render o solo deposito dei disegni presso l’ente di controllo, progettazione degli arredi interni su misura o consulenza nella scelta dei singoli complementi d’arredo ecc), si paga quindi impegno e competenza dei professionisti impegnati nel lavoro. Per questo l’importo varia anche in funzione della complessità del progetto: logicamente la parcella dovuta per una veloce ristrutturazione o una semplice manutenzione straordinaria sarà diversa da quella di un progetto per una nuova costruzione o una ristrutturazione complessa. Un intervento di restauro su un edificio in centro storico avrà una complessità differente per documentazione e studio dei materiali da utilizzare, rispetto alla ristrutturazione di una villetta anni ’50.

    Nel contratto, tra i punti che possono causare una modifica degli importi in corso d’opera, vi sono le varianti e le urgenze: varianti sostanziali possono incidere tanto da richiedere un ricalcolo dei compensi.

    Il professionista espliciterà nel contratto i vari step di pagamento, cosi da chiarirne fin da subito le modalità al cliente. È fondamentale chiarire che ogni lavoro ha le proprie caratteristiche e complessità che lo rende unico anche dal punto di vista del compenso.

    Per casi più complessi o atipici, in cui non è possibile stimare un importo complessivo della parcella, si può concordare una tariffa oraria, in questo caso il professionista dovrà regolarmente rendicontare il tempo dedicato al cliente in modo ad evitare spiacevoli sorprese e discussioni a fine lavori.

     

    6. Alcuni ragionamenti che precedono la progettazione

    Prima di iniziare a ragionare sul progetto è importante che il committente si ponga alcune semplici domande, in modo da rendere chiari bisogni e disponibilità all’architetto:

    Che tipo di intervento ci si appresta a fare?

    È fondamentale chiarire per quale tipo di necessità si sta contattando il tecnico: per una ristrutturazione, una manutenzione o una nuova costruzione. Parallelamente è da chiarire la funzione che l’edificio deve avere (residenziale, commerciale o altro).

    Possiedo già un lotto o un edificio da recuperare o necessito di una consulenza per acquistarlo?

    Prima di effettuare un investimento è importante avere il parere di un tecnico esperto.

    Conosco il budget disponibile?

    Importante chiarire fin da subito quanto si può investire nell’intervento, in modo da permettere al tecnico di proporre solamente soluzioni adatte e di creare un progetto ad hoc.

    Ho delle tempistiche da rispettare?

    Un secondo aspetto da chiarire nelle prime fasi riguarda le tempistiche. Un cantiere necessita di tempi più o meno definibili, ma che dipendono fortemente dalle condizioni climatiche e dai materiali impiegati. Per esempio se si attraversa un periodo piovoso e si è nelle prime fasi di demolizione, scavo o magari getto (lavorazioni da fare all’asciutto), i lavori subiranno certamente dei ritardi. È quindi importante informare il tecnico se esistono delle scadenze specifiche, ad esempio quelle legate ai mutui. Spesso la banca impone dei termini ben precisi dall’inizio dell’erogazione del mutuo (spesso un anno e mezzo circa). Se il mutuo riguarda opere già autorizzate il tempo può essere abbastanza, se invece copre anche l’acquisto, bisogna tener conto che l’arco temporale comprende anche i tempi di presentazione delle pratiche in Comune e il tempo di attesa per ottenere i permessi, oltre al cantiere vero e proprio. Il tecnico, consapevole di queste tempistiche, informerà il cliente di quali lavorazioni potrebbero rallentare i tempi di realizzazioni e a quali maggiori costi si potrebbe andare incontro per “accelerare”, sovrapporre o riorganizzare determinate operazioni.

    Cosa voglio dal mio intervento?

    Se il cliente ha particolari richieste distributive, funzionali o tecniche è importante esporle nella prima fase.

    Voglio coinvolgere “amici” nelle lavorazioni di cantiere?

    Spesso si pensa che coinvolgere amici e parenti nelle lavorazioni di cantiere possa portare ad un risparmio economico o di tempo. Per esperienza quasi mai avviene. Anzi solitamente avviene l’esatto opposto, quanto meno in termini di tempistiche. Inoltre affidando direttamente l’incarico, si salta la fase fondamentale del confronto tra preventivi che può portare ad un consistente risparmio economico. In ogni caso è sempre bene avvertire fin da subito il tecnico di questa eventualità in modo che possa verificare che le competenze specifiche di questi operatori si adattino alle soluzioni individuate in fase di progetto.

    A questo punto dovrebbe essere piuttosto chiaro che il lavoro dell’architetto non si limita a qualche disegno “eccentrico” e/o al deposito delle pratiche presso gli enti competenti. Il compito dell’architetto, grazie alla sua formazione ed esperienza, è di creare spazi e ambienti di elevata qualità architettonica, estetica e tecnica, ma anche seguire passo dopo passo ogni singola lavorazione svolta in cantiere, controllare che tutti i soggetti coinvolti svolgano correttamente il proprio lavoro, verificare costantemente i costi e i tempi del cantiere, affiancare il cliente nelle scelte tecniche ed estetiche, cercando di evitare costosi imprevisti.

    Le immagini riportate negli articoli sono a titolo puramente esemplificativo, qualora qualcuno ne riconoscesse la proprietà provvederemo a segnalarne i diritti o ad eliminarle su richiesta dell’autore.

  • La casa al tempo del COVID-19: villette indipendenti

    La casa al tempo del COVID-19: villette indipendenti

    In questo ultimo articolo vogliamo analizzare una delle tipologie più richieste e diffuse, con tutti i loro limiti e le loro problematiche: le villette indipendenti.
    Ovviamente parleremo principalmente di quelle classiche abitazioni costruite direttamente dall’impresa o da un’immobiliare, oppure realizzate in un’epoca o con una filosofia in cui si prestava scarsa cura per la qualità degli spazi, della luce e logicamente dei materiali. Chi abita in una villetta di recente costruzione e (o soprattutto) ben progettata, difficilmente avrà bisogno di questi consigli.
    La principale peculiarità di questo tipo di edificio è di essere completamente circondato da terreno di pertinenza all’edificio stesso, qualità molto gradita in quanto si presuppone che riduca le potenziali problematiche di vicinato e migliori la privacy. Entrambe le affermazioni possono essere vere ma in realtà sono quasi sempre una pia illusione. Analizziamo con ordine le problematiche che si possono presentare.
    In primo luogo sono valide tutte le problematiche presentate per le villette a schiera, se l’intervento è stato di tipo speculativo o se il progettista all’epoca ha prestato più attenzione al disegno del prospetto che alla qualità dello spazio o della luce, potreste trovarvi con una casa grande ma poco luminosa e ariosa. Anche in questo caso, con ogni probabilità, ognuno avrà un proprio spazio personale, tuttavia vanno prese in considerazione tutte le attenzioni sullo spazio e la luce negli ambienti presentate negli articoli precedenti. Unica vera salvezza di questo tipo di edifici è la possibilità di aprire finestre su ben quattro lati, tuttavia la combinazione di finestre strette (magari accoppiate a muri spessi con cappotto o intercapedine), serramenti scuri, portici e portichetti, riesce spesso a vanificare questo vantaggio.

    • Se siete affittuari in questo tipo di strutture, fermo restando l’applicazione di tutti gli interventi di cui abbiamo parlato prima, la vostra arma principale è il colore. In questo caso non dovreste avere vincoli cromatici di alcun tipo, di conseguenza cercate di schiarire ogni tipo di superficie che può riflettere luce, i serramenti o la struttura del portico (solitamente di legno scuro o cemento) ovviamente in accordo con la proprietà.
    • Se avete un prato particolarmente sofferente e poco illuminato sostituitelo con un bel giardino secco di ghiaia bianca o comunque molto chiara, sarà un lavoro piacevole e rifletterà molta più luce verso la casa.
    • Anche in questo caso cercate di non ostacolare la luce che entra dalle finestre: evitate mobili alti posizionati nelle vicinanze delle aperture e mantenete potati e ordinati gli alberi e le siepi (chiaramente valutate la posizione e l’orientamento della vegetazione, se può favorire l’ombreggiamento nel periodo estivo non potatela drasticamente).
    • Come nel caso delle case a schiera, anche queste villette hanno quasi sempre giardini molto risicati, determinati dal lotto e dalla sola distanza minima di confine (è facile notare che molte villette hanno circa 5 metri di giardino su ogni lato, con un lotto di circa 25 metri per 25 metri, giardini o lotti più grandi di solito risalgono a decenni passati o a ville di particolare pregio).
      In queste situazioni risulta evidente come una buona progettazione e manutenzione degli spazi esterni sia importante per la vivibilità degli stessi spazi esterni e di quelli interni, soprattutto al piano terreno che risente maggiormente degli ombreggiamenti e del rapporto interno/esterno verso il giardino.
      A seconda di come sono disposte le uscite verso il giardino e di come è gestita la privacy verso i confinanti (spesso c’è una semplice rete o un muretto alto un metro e mezzo, essendo vietati muri più alti, quindi la privacy solitamente è scarsa), cercate di creare una zona relax/soggiorno esterna che vi permetta di beneficiare il più possibile dello spazio a disposizione. In questa mezza stagione è preferibile uno spazio assolato ma all’occorrenza ombreggiabile, in modo che sia sempre relativamente tiepido e asciutto.
      Se non è presente, cercate di predisporre una pavimentazione esterna, che sia un decking di legno o finto legno, piastre di pietra o cemento, o semplice ghiaia compattata (tutte soluzioni comunque drenanti). Questo vi permetterà di avere un ingresso e un’uscita agevole e pulita e aumenterà la percezione dello spazio esterno come estensione dello spazio interno, in quanto i movimenti dentro/fuori saranno più agevoli e veloci.
    • Per migliorare la vostra privacy potete predisporre una rete ombreggiante fissata alla rete di confine, una stuoia incannucciata o dei vasi con graticcio per piante rampicanti (evitate di farle sviluppare sulla rete di confine, alla lunga la danneggeranno), oppure soluzioni più sofisticate, sempre rendendo partecipe il vicino e avendo cura di non togliergli luce o ventilazione. Non dimenticate infine che si tratta di schermature parziali e che la casa del vostro vicino si trova a pochi metri, quindi non lasciatevi troppo andare nel vostro “soggiorno esterno”.

     

    Per quel che riguarda i proprietari degli immobili la possibilità di intervento è praticamente totale, favorita anche dalla quantità sempre crescente di agevolazioni fiscali che rendono sostanzialmente conveniente riqualificare questo tipo di edifici.
    Gli interventi consigliati riguardano, prima di tutto, la qualità della luce e del comfort termico, quindi cappotto (esterno è sempre meglio, se possibile), ampliamento e sostituzione dei serramenti, rifacimento di impianti e bagni. Per quel che riguarda la gestione della luce e della privacy dalle aperture ricordiamo che oltre ai tradizionali “scuri” o “ante” (chiamati in molti modi e con molte caratteristiche diverse a seconda delle zone) e alle tapparelle, esistono altre soluzioni come ad esempio i frangisole che riescono a modulare luce e visibilità con una spesa relativa, esistono poi soluzioni molto costose e innovative come i vetri a cristalli liquidi ma vanno usati con cautela per via del costo importante.

    Per quel che riguarda i cappotti va invece ricordato che, oltre a fornire una migliore prestazione energetica e comfort, grazie alla versatilità di materiali e lavorazioni permettono di “cambiare volto” a un edificio quindi valutate con il tecnico questa possibilità.
    All’interno è poi possibile intervenire sulla distribuzione modernizzando gli spazi interni unendo cucina e sala da pranzo o trasformando anche il soggiorno in un grande open-space o comunque adattando la distribuzione a qualche nuova sopravvenuta esigenza.
    La modernizzazione dell’impiantistica è un miglioramento importante anche se costoso, sia per migliorare le condizioni di comfort e salubrità della casa sia per diminuire i costi di gestione degli impianti stessi.
    Anche in questo caso si può valutare se trasformare l’eventuale portico in tutto o in parte in un pergolato, e creare ampie vetrate su porzioni specifiche del giardino.
    Se si decide di intervenire sull’ampliamento delle aperture, soprattutto quelle che affacciano verso il giardino, diventa importantissimo lavorare sul giardino stesso, in modo da massimizzare l’effetto creato dal rapporto interno/esterno, creando angoli e vedute piacevoli in continuità con l’interno. Ogni porzione del giardino può essere riprogettata per valorizzare lo spazio interno a cui è legata, facendo anche in modo di non compromettere la propria privacy nelle modalità di cui parlavamo poco fa.
    Anche in questo caso si tratta di interventi complessi e articolati spesso in relazione tra loro, è quindi indispensabile aspettare la fine della quarantena e affidarsi a un tecnico che possa mostrarvi tutte le potenzialità della vostra casa, magari con dei render, e affiancarvi durante tutto il processo di trasformazione.

    Alcune delle immagini riportate negli articoli sono a titolo puramente esemplificativo, qualora qualcuno ne riconoscesse la proprietà provvederemo a segnalarne i diritti o ad eliminarle su richiesta dell’autore.

  • La casa al tempo del COVID-19: villette a schiera e case a cortina

    La casa al tempo del COVID-19: villette a schiera e case a cortina

    Il prossimo caso analizzato riguarda due diverse tipologie con alcune importanti caratteristiche in comune: le villette a schiera e le case a cortina.
    Tutti conoscono le villette a schiera, pochi invece conoscono il termine “casa a cortina”. Quest’ultima definizione identifica quella tipologia di edificio, indipendente, costruito a ridosso del marciapiede e che confina con altri due edifici simili ai lati, formando appunto una “cortina” edilizia continua che solitamente caratterizza i nostri centri storici.

    Di conseguenza le caratteristiche condivise dalle villette a schiera e dalle case a cortina sono: due lati (solitamente paralleli) dotati di aperture, e due lati completamente chiusi perché in aderenza agli edifici confinanti.
    In secondo luogo condividono il fatto di avere un prospetto principale verso la pubblica via (mediato da un piccolo giardinetto nel caso della villetta o direttamente a ridosso del marciapiede per la tipologia a cortina) e un prospetto privato verso un cortile o un giardino interno.
    Rispetto agli appartamenti, queste tipologie edilizie sono caratterizzate da una completa autonomia per quel che riguarda scelte progettuali e finiture rispetto agli edifici circostanti (compatibilmente con i regolamenti edilizi) e di una buona autonomia strutturale che permette pesanti interventi di ristrutturazione (anche demolizione e ricostruzione, con le dovute cautele).

    Villette a schiera

    Partiamo con le villette a schiera, tutte le valutazioni fatte per questo tipo di edifici varranno poi anche per le case a cortina che sono leggermente più complesse.
    Gli edifici di questo tipo hanno solitamente una metratura che varia dai 100 ai 200 metri quadrati calpestabili, di conseguenza le problematiche di affollamento sono minori rispetto a quelle degli appartamenti, tuttavia rimangono validi tutti i consigli sull’arredo e sulla gestione degli spazi citati nei precedenti articoli.
    Le principali problematiche che si possono riscontrare in questo tipo di fabbricati sono di natura distributiva e di luminosità degli spazi. Le villette a schiera sono spesso il risultato di interventi edilizi di tipo speculativo quindi, nonostante siano di costruzione relativamente recente, presentano delle caratteristiche che ne riducono la qualità degli spazi e dell’edificio nel complesso. Al di là delle problematiche sulla qualità dei materiali impiegati, che si risolvono solo attraverso una ristrutturazione, solitamente abbiamo aperture e superfici dei vani al minimo di legge, quel tanto che basta a consentire l’approvazione del progetto da parte degli enti competenti. Di conseguenza restano validi tutti i consigli precedenti riguardanti l’allestimento degli spazi di studio/lavoro personali in spazi ridotti, e sulla gestione degli spazi comuni.

    • Per quanto riguarda l’illuminazione, rimane valido il consiglio di evitare mobili alti in prossimità delle finestre ma, essendoci anche un giardino, vi consigliamo anche di evitare piante eccessivamente ingombranti all’esterno, che possono togliere luce agli ambienti interni. Essendo solitamente un giardino di ridotte dimensioni su fronte strada e/o sul retro, è importante considerare l’esposizione della casa nelle varie ore del giorno e la crescita delle piante che si decidono di utilizzare. Evitate di piantare essenze alte o particolarmente frondose davanti alle finestre, ruberanno luce all’interno della casa.
    • Spesso queste villette hanno anche dei piccoli portichetti che tolgono ulteriormente luce alle finestre del piano terra, valutate se trasformarli in pergolati aperti o apribili, porteranno molta più luce all’interno con una spesa relativamente modesta e senza cantieri all’interno della casa.
    • Ritornando sul tema giardino, solitamente l’estensione è determinata dal rispetto della distanza minima dai confini previsto dalla normativa (5 o 10 metri dal confine o dalla strada a seconda delle situazioni). In questo caso non tutto il male viene per nuocere, piccoli giardini sono più facili da gestire, inoltre se ben progettati possono diventare dei veri e propri piccoli capolavori. Internet e le riviste specializzate sono ricche di esempi e un buon progettista può aiutarvi a trasformare il vostro ritaglio di verde in un’area ben curata e ordinata: il vostro piccolo paradiso personale. Alcuni consigli sempre validi sono: scegliete essenze adatte al vostro tipo di terreno, clima ed esposizione, prediligete essenze locali o adattate, o avrete piante che per la maggior parte dell’anno dovranno essere coperte per proteggerle dal freddo o irrigate di continuo ed ombreggiate per contrastare il caldo. State molto attenti allo sviluppo degli arbusti e se avete giardini piccoli è inutile piantare essenze che si sviluppano in grandi alberi, toglieranno luce alla casa e al giardino, favorendo la formazione di muffa e muschio ed impedendo la crescita rigogliosa del prato. Se avete giardini o parte di giardini che non vengono mai illuminati direttamente dal sole, valutate la possibilità di creare un “giardino secco”, sono molto gradevoli e rilassanti, richiedono poca luce e manutenzione. Ricordate che il vostro giardino deve rimanere uno spazio da vivere e quindi allestendolo dovete lasciare ampio spazio per la vostra permanenza all’interno di esso, non riempitelo di vegetazione fino a due metri dalla casa. Un ultimo consiglio più tecnico che estetico, se scegliete di piantare essenze con radici abbastanza profonde, evitate quanto più possibile la vicinanza a tubazioni sotterrane nel giardino (se non avete un disegno, potete intuire l’andamento delle tubazioni dalla posizione dei pozzetti di ispezione), le radici possono infatti danneggiare irreversibilmente le tubazioni.

    Qualora siate proprietari di una villetta a schiera, valutate con un tecnico i costi e i benefici di una ristrutturazione rilevante, che preveda innanzitutto una ridistribuzione delle aperture per favorire l’ingresso di luce naturale, cogliendo l’occasione per installare serramenti nuovi e energicamente più efficienti.

    • Particolare attenzione va data anche all’illuminazione artificiale. Una caratteristica comune in quasi tutte le villette a schiera è la presenza di una zona giorno lunga e stretta (solitamente molto buia al centro essendo il punto più lontano dalle pareti finestrate), situazione spesso determinata dalla presenza del garage in sagoma all’edificio al piano terra. In questo situazione, fermo restando che le aperture dovranno essere sfruttate il più possibile per fornire luce naturale (compatibilmente con l’esposizione, gli affacci e l’assetto strutturale dell’edificio), richiedete un accurato progetto dell’illuminazione artificiale, magari modulabile, per compensare la mancanza di luce nelle zone più lontane delle aperture. Una buona soluzione potrebbe prevedere varie modalità di illuminazione in base all’esigenza: una luce di riempimento per le ore diurne, una rilassante per la sera e vari punti o elementi di l’illuminazione specifica per lettura, il lavoro, o i pasti.
    • Per quel che riguarda la distribuzione, essendo la zona giorno prevalentemente open-space, si può valutare una cucina a scomparsa o una parete mobile, in modo da contenere la dispersione di odori o nascondere il temporaneo disordine e creare una zona di lavoro separata dagli ospiti.
    • Infine un paio di note per la stagione invernale: l’ingresso diretto dall’esterno al soggiorno, magari con una porta vetrata, causa spesso bruschi abbassamenti di temperatura nei momenti di frequente andirivieni. Se lo spazio lo consente si potrebbe prevedere uno spazio filtro che consenta di spezzare il flusso di aria fredda. Inoltre, se la filosofia degli spazi è eccessivamente “open” e l’impianto non è adeguato, potrebbero esserci flussi di calore indesiderati tra la zona giorno e la zona notte (oltre che di odore e rumore). Valutate quindi, con l’aiuto di un tecnico, se adeguare l’impianto o realizzare una chiusura tra zona giorno e zona notte.

    Case a cortina

    Come anticipato le case a cortina necessitano di alcune considerazioni aggiuntive in quanto solitamente sono più complesse da affrontare, sia perché più vecchie, sia per il difficile affaccio verso il marciapiede pubblico.
    In primo luogo le problematiche: facendo parte dei nostri centri storici spesso risalgono ai primi anni del Novecento o sono addirittura precedenti, in alcuni casi hanno subito pesanti ristrutturazioni nel secondo dopoguerra (anni ‘50-’70), altre volte hanno la struttura originale in mattoni e legno. Questo significa che, nel migliore dei casi, la distribuzione, le aperture e gli spazi in generale sono stati concepiti o adattati allo stile di vita delle persone alla fine del diciannovesimo/inizio del ventesimo secolo, nel peggiore dei casi ci sono serie problematiche strutturali, impiantistiche e di umidità o salubrità in generale.
    Nel breve periodo di quarantena gli interventi che si possono eseguire in questo tipo di edifici sono limitati e sostanzialmente simili a quelli indicati per le precedenti tipologie, e quindi coinvolgono soprattutto la gestione degli ambienti. Come per le villette a schiera avremo sicuramente un numero più che si sufficiente di locali per gestire correttamente la privacy di ognuno, ma saranno probabilmente ambienti piccoli e poco illuminati.
    Di conseguenza ben vengano postazioni di lavoro rivolte verso le poche aperture, mobili bassi e dai colori tenui, tinte chiare alle pareti e la possibilità di tinteggiare di bianco i solai in legno a vista (se siete in affitto concordate la cosa con la proprietà).

    Se avete pavimenti scuri valutate se usare dei tappeti di colore chiaro, lo stesso discorso vale per le tende e la biancheria per la casa. Se la cucina è troppo piccola per contenere la famiglia al completo spostate il tavolo da pranzo in un’altra camera e in cucina mantenete solo un piano di lavoro/colazione.
    Guardando oltre la quarantena le possibilità sono invece infinite, compatibilmente con le indicazioni della normativa urbanistica che varia da comune a comune e da edificio ad edificio. 
    A seconda dello stato dei fabbricati si può procedere a una semplice Manutenzione Straordinaria con l’applicazione di un intonaco anti-umido e la sostituzione di impianti e serramenti, oppure procedere fino a una più drastica demolizione totale e ricostruzione in sagoma.
    Quasi sempre, è obbligatorio conservare la sagoma dell’edificio esistente per conservare la continuità della cortina urbana, comunque, per le abitazioni che non hanno caratteristiche di monumento, c’è ampio spazio di manovra per quel che riguarda disposizioni interne e aperture verso il cortile interno.
    Escludendo per ora le ristrutturazioni complete, che chiaramente offrono possibilità infinite, e una grande quantità di agevolazioni fiscali ma necessitano di una progettazione ad hoc da parte di un tecnico, possiamo dare alcuni consigli per interventi più localizzati:

    • Le aperture interne ed esterne possono essere ampliate per migliorare la luminosità ed amplificare gli spazi. È sufficiente inserire rinforzi in acciaio (calcolati da un tecnico abilitato) in sostituzione delle parti di muro demolite: anche in una casa vecchia è possibile avere un open-space interno o una grande vetrata verso il giardino.  
    • Sfruttate comunque le aperture verso strada. Al piano terra, destinate gli ambienti sul lato verso strada, per locali di servizio che necessitano di meno luce ed utilizzate tende filtranti, o un vetro satinato, in modo da garantire un certo livello di privacy.
    • Utilizzate al meglio i piani alti, sono i più luminosi perché non subiscono l’ombreggiamento da parte degli edifici vicini, se le camere sono abbastanza grandi non destinatele semplicemente all’utilizzo notturno ma allestite una zona studio lavoro in ogni camera che lo necessiti.
      Con una ristrutturazione più impegnativa si può spostare anche la zona giorno al primo piano per sfruttare al meglio la luce naturale.
    • Ricordate che i vecchi muri devono traspirare, quindi evitate trattamenti superficiali essicanti o impermeabilizzanti, nel primo caso il muro ne potrebbe risultare indebolito, nel secondo caso l’umidità si limiterà a spostarsi più in alto o sulla faccia opposta della parete. Preferite intonaci traspiranti finiti con colori traspiranti e ricordate di arieggiare ogni giorno i locali, per far si che l’umidità in eccesso fuoriesca. Non utilizzate tinte a smalto o non traspiranti, in poco tempo si gonfieranno e si distaccheranno sotto la spinta dell’umidità retrostante.
    • Non posizionate mobili ingombranti a ridosso delle pareti più umide, mantenete sempre una distanza di 5-10 cm dalla parete e fissate un telo protettivo antiumido sul retro del mobile (non sul muro), eviterete che il muro si deteriori e che il mobile marcisca.
    • Se l’impianto elettrico è vecchio ricordate di non sovraccaricare i fili con elettrodomestici troppo potenti, chiedete il sopralluogo di un tecnico o di un elettricista nel caso vogliate convertire la cucina a gas in una ad induzione o se volete aggiungere un forno o una pompa di calore. Non è importante che il contatore supporti il maggior impegno di potenza, i singoli cavi costretti a trasportare una maggiore corrente potrebbero surriscaldarsi e fondere con conseguenti corto circuiti o incendi nel caso non si possieda un quadro con salvavita. 
    • Se l’impianto idraulico è vecchio o se pompate l’acqua da un pozzo, fate analizzare regolarmente l’acqua non solo a valle della pompa ma direttamente dai rubinetti di casa, i vecchi impianti erano fatti in ferro e piombo, verificate quindi che l’acqua non ne sia eccessivamente contaminata. 
    • Verificate regolarmente le condizioni del tetto. Se avete un sottotetto potreste non accorgervi di una eventuale infiltrazione fintanto che non diventa molto grave. Le vecchie tegole tendono naturalmente a scivolare verso la gronda e gli uccelli più grandi spesso le spostano cercando rifugio durante l’inverno, potrebbe essere quindi necessario un “ripasso” delle tegole (le tegole vengono rimosse e ripulite dai detriti e poi riposizionate correttamente). Le strutture di legno risentono molto di umidità e infiltrazioni quindi verificatele spesso con l’ausilio di un tecnico o un muratore, ogni primavera sarebbe l’ideale, per prevenire danni e conseguenti spese di ristrutturazione.

    Come già detto in questi casi le possibilità di intervento sono praticamente illimitate, siamo a vostra disposizione per valutare ogni possibilità in base alle esigenze e alle disponibilità economiche di ognuno. Ogni casa, anche la più angusta, può diventare più bella e accogliente.

    Alcune delle immagini riportate negli articoli sono a titolo puramente esemplificativo, qualora qualcuno ne riconoscesse la proprietà provvederemo a segnalarne i diritti o ad eliminarle su richiesta dell’autore.

  • La casa al tempo del COVID-19: appartamenti di grandi dimensioni

    La casa al tempo del COVID-19: appartamenti di grandi dimensioni

    Tutti i consigli dati nel precedente articolo sono chiaramente validi anche per gli appartamenti più grandi (convenzionalmente sopra i 50 metri quadrati con tre o più locali). In questa tipologia le possibilità di azione sono maggiori e gli spazi più articolati, tuttavia, essendo abitata da nuclei famigliari più numerosi o con figli più grandi, le problematiche dovute alla convivenza e all’affollamento possono essere addirittura più complesse. Per questo motivo diventa fondamentale distinguere e regolare gli spazi comuni e gli spazi privati, in modo da gestire al meglio la convivenza. Un corretto ritmo di separazione/vicinanza favorisce la serenità dei rapporti all’interno di uno spazio. Di seguito saranno elencati alcuni semplici consigli applicabili in questo periodo di quarantena, per un migliore utilizzo degli spazi.

    Postazioni di lavoro indipendenti

    • Come per i piccoli appartamenti, se le camere sono sufficientemente grandi è consigliabile predisporre una postazione di lavoro/studio per ognuno, in modo da lasciare gli spazi comuni come il soggiorno per la “riunione” serale. Come già detto precedentemente, in una situazione di emergenza come questa, esistono svariate soluzioni per creare un piano di lavoro in assenza di una scrivania. Per chi invece deve passare poco tempo al computer o deve leggere qualcosa può andare bene anche il classico cuscino a terra in stile “giapponese”, evitate però di appoggiare computer o apparecchi elettronici che si scaldano su superfici di tessuto o sulle gambe.
    • Preferite spazi ben illuminati e ventilati, se il clima non lo permette ventilate le camere durante i momenti di convivialità negli spazi comuni e ventilate gli spazi comuni quando tutti sono nei propri spazi privati.

    Un soggiorno troppo “affollato”

    • Se non avete l’abitudine di guardare tutti insieme la tv in soggiorno la sera e volete approfittare di questo periodo per tornare a fare “gruppo”, predisponete comode sedute per tutti, se poltrone e divano non sono sufficienti, disponete grossi cuscini o pouf su un tappeto in una posizione che permetta di appoggiare la schiena contro a un cuscino o alla base del divano.

    Ordine!

    • Fondamentale l’ordine e l’organizzazione, soprattutto in presenza di figli adolescenti. Per questo vi consigliamo l’utilizzo di organizers all’interno dei vari mobili, utilizzandoli diventa più facile e spontaneo riporre le cose nel modo corretto e la capacità di contenimento dei mobili aumenta. Il mercato (online e non) è ricco di questi organizer che non sono altro che sub contenitori che permettono di sfruttare al meglio profondità e altezza dei mobili, solitamente poco sfruttati quando si lavora con semplici ripiani.
    • In una camera da letto una semplice serie di appendiabiti aggiuntivi sul muro (o il classico “servomuto” se avete più spazio) consentiranno di tenere anche i capi usati più di frequente in ordine, aumentando la percezione di uno spazio libero e ordinato.

    Corridoi e disbrighi

    • Gli appartamenti di grandi dimensioni hanno spesso corridoi e disbrighi che consumano una quantità rilevante di superficie dell’appartamento, valutate se è possibile sfruttare in qualche modo questa superficie. In particolare se i corridoi sono sufficientemente larghi è possibile inserire mobili bassi e poco profondi come scarpiere e consolle. Se invece sono presenti nicchie sfruttatele come ripostiglio, nel caso non siano sufficientemente profonde per contenere un armadio sappiate che esiste la possibilità di installare solo la “facciata” dell’armadio, sostanzialmente delle ante che permettono di chiudere nicchie di qualsiasi dimensione e conservare un aspetto dignitoso e ordinato del corridoio.

    L’organizzazione dei bagni

    • In questi tipi di appartamento possono essere presenti fino a due bagni ma, solitamente, entrambi di dimensioni modeste. Anche in questo caso attaccapanni o ripiani possono aiutare a tenere in ordine gli oggetti di ognuno e prevenire conflitti. Per questi spazi già ridotti consigliamo mensole, ganci o armadietti di basso spessore o retraibili (come già detto la profondità viene poco sfruttata, quello che c’è in fondo a un mobile di solito viene dimenticato). Se avete necessità di un contenitore profondo per panni o asciugamani preferitelo basso come una cassettiera o al massimo una consolle (che potrebbe già risultare ingombrante).

    La cucina

    • Un discorso a parte va dedicato alle cucine, che raccolgono ogni genere di accessorio o elettrodomestico e solitamente anche una parte delle scorte alimentari. In primo luogo fate una cernita di quanti e quali di questi accessori o elettrodomestici usate abitualmente, il resto può essere riposto in scatoloni e portato in cantina liberando spazio per scorte alimentari o per i piani di lavoro/appoggio e dare, come sempre, una maggiore sensazione di spazio (la macchina per il pane, il set per la fonduta, il servizio da 12 possono aspettare in cantina). Anche in questo ambiente l’utilizzo di organizer aiuterà a mantenere più ordine e a ridurre lo stress di chi deve gestire la cucina (esistono vari tipi di contenitori, supporti eccetera che non sono propriamente organizer ma che comunque vi aiuteranno a raggiungere lo stesso scopo).

    Una nota per quel che riguarda l’installazione di nuovi supporti nei vari ambienti, prima di forare per inserire i tasselli assicuratevi che non ci siano tubi dietro, non è il momento per avere bisogno di un idraulico/elettricista. Se l’oggetto/contenitore/supporto, è leggero e dovrà ospitare oggetti leggeri potreste optare per sistemi alternativi di fissaggio come colla/adesivo/ventosa e non rischiare di forare impianti, in ferramenta troverete prodotti adatti allo scopo. Chiaramente quanto detto finora permette di intervenire con piccoli accortezze senza fare modifiche sostanziali agli ambienti ed è quindi adatto sia agli affittuari che ai proprietari degli immobili.Per i proprietari esistono ovviamente maggiori possibilità di intervento anche se quasi nessuna applicabile in questo momento di crisi in quanto richiedono l’intervento di un tecnico e di manodopera specializzata.In ogni caso riportiamo alcuni consigli e spunti un po’ più complessi dei precedenti ma comunque attuabili in quasi tutte le situazioni.

    Serramenti

    • In primo luogo un consiglio valido per ogni tipo di ambiente e per ogni dimensione di casa. I serramenti, qualora non sia opportuno semplicemente sostituirli, possono essere ammodernati semplicemente tinteggiandoli di un colore chiaro (verso l’interno in modo da non incorrere in problematiche di regolamento condominiale), in modo da trasformare e alleggerire la percezione di vecchi serramenti color legno o comunque di tinta forte. Questo incrementerà notevolmente la sensazione di luminosità della finestra e potrebbe meglio accostarsi alle scelte di colore e arredo dell’interno.

    Tinteggiature interne e scelta dei colori

    • Anche in questo caso consigliamo di tinteggiare gli interni con colori chiari e neutri, soprattutto negli ambienti più piccoli, inserendo tinte più accese in aree ridotte e scelte con accuratezza. In questo modo il colore stesso ne verrà valorizzato. (approfondiremo il tema colore in una riflessione a parte)

    Camere da letto condivise

    • In questo tipo di appartamenti solitamente vivono dalle 3 alle 4 persone e le camere da letto potrebbero essere solo due. Diventa quindi necessario, in presenza di due figli che condividono la stanza, creare degli spazi di privacy ben distinti. Determinante per le scelte distributive è l’età degli inquilini, se i due ragazzi o bambini hanno età simili sarà più semplice lavorare sull’ambiente.
    • Ormai esistono svariate soluzioni per i letti: dai letti a castello a quelli a ponte se si ha a disposizione poco spazio, oppure due semplici letti contenitivi se la camera ha dimensioni adeguate.
    • Se i bambini sono piccoli è consigliabile tenere distinte le aree per il riposo da quelle per il gioco condiviso, così da creare un ambiente sereno e ordinato. Esistono in commercio, per evitare i classici muri tappezzati di colore, dei pannelli mobili che possono essere usati come decorazione della stanza e come elementi di arredo. In alternativa, ma meno pratiche, potete optare per tinte lavabili sui muri.
    • È sconsigliabile scegliere il colore delle pareti e degli arredi della camera in base al sesso del primo figlio. Non scegliete mobili e muri rosa o azzurro che poi vi costringeranno a cambiare tutto con l’arrivo di un secondo figlio. Scegliete colori tenui e neutri come il giallo o il verde (sempre chiari e aggiungete punti di colore con i complementi di arredo.
    • Se i figli sono più grandi è invece importante creare un ambiente che consenta ad entrambi di avere la giusta privacy. Create delle postazioni di studio ben distinte, se lo spazio non consente di avere due scrivanie scegliete dei piani ripiegabili a scomparsa. Anche qui optate per letti contenitivi in quanto non sempre gli armadi sono abbastanza capienti. L’aver scelto mobili dai colori neutri vi salverà dal dover rivoluzionare tutto l’arredamento una volta che il bambino sarà diventato un più grandicello.
    • Se la camera è abbastanza grande si possono creare degli elementi di suddivisione degli spazi: una libreria leggera e aperta può fungere da divisorio tra le due aree di pertinenza dei due figli e dargli l’impressione di vivere in due ambienti separati. In alternativa esistono dei separé mobili che possano essere impacchettati e ripiegati quando non servono.

    Soggiorno

    • Verificate l’orientamento del soggiorno. In quasi tutte le case è determinato dalla posizione della presa dell’antenna che non sempre è nella posizione ottimale per distribuire tutto l’ambiente. Se possibile, per non affaticare la vista, il televisore non dovrebbe essere mai posizionato parallelo ad una finestra, in modo da ridurre riflessi o abbagliamento. Una posizione ottimale sarebbe perpendicolare rispetto a qualsiasi fonte luminosa. Un altro aspetto importante che riguarda il televisore è il fattore dimensione/distanza, esistono apposite tabelle che illustrano la distanza ideale della seduta dal televisore, se non avete a disposizione un soggiorno abbastanza profondo è inutile comprare uno schermo gigantesco. Anche il divano va acquistato proporzionato all’ambiente, piuttosto che un divano enorme a molti posti dovreste prediligere un divano “normale” aggiungendo pouf o altri tipi di seduta mobile che possano fungere da sedute supplementari o da poggiapiedi, o essere rimossi se d’ingombro in qualsiasi momento.
    • Se la posizione attuale della presa dell’antenna non consente di rivoluzionare la disposizione del vostro soggiorno potete, dopo il termine della quarantena, contattare un muratore e un elettricista e spostare il cavo in una posizione più adatta o, in alternativa se non volete affrontare opere murarie, potete acquistare un ripetitore di segnale che permette di posizionare dove si vuole la televisione. Non vincolate quindi la distribuzione del soggiorno alla posizione delle prese, il valore di uno spazio ben distribuito è sicuramente maggiore dell’impegno necessario a spostarla (che abbiamo visto può essere molto poco).
    • Il soggiorno è un ambiente che, soprattutto in questo periodo, ha un uso multiplo che coinvolge varie fasce orarie della giornata e motivi di utilizzo, per questo è fondamentale un corretto studio dell’illuminazione. La luce necessaria la sera per guardare la tv non è quella adatta per lo studio o per leggere un libro. Scegliete quindi luci dalla intensità regolabile (lampadine dimmerabili o interruttori dimmer) o prediligete varie soluzioni di illuminazione all’interno dello stesso ambiente (luce riflessa dal soffitto per guardare la tv, luce diretta da faretti o lampadari per leggere o lavorare) in modo da creare situazioni di illuminazione diversa in base alle necessità. Potete inoltre posizionare una lampada da lettura vicino al divano o una piantana per una luce più diffusa in un altro angolo della stanza, i corpi illuminanti possono infatti essere ottimi elementi di arredo oltre a fornire l’illuminazione ottimale per ogni situazione.
    • Anche se stiamo parlando di appartamenti di grandi dimensioni è importante ricordare che ogni mobile o complemento posizionato è una riduzione dello spazio vivibile, quindi è importante essere essenziali, evitare grandi tappeti o mobili di recupero da altre tipologie abitative e quindi probabilmente poco adatti alla vita in appartamento.
    • Per lo stesso motivo non rendete i vostri appartamenti delle serre, l’ingombro di una grossa pianta è paragonabile a quello di un mobile di medie dimensioni. Scegliete essenze che non si sviluppino eccessivamente in larghezza e non dimenticate che anche i vasi sono elementi di arredo, un bel vaso può dare un tocco in più al vostro soggiorno.

    Cucina

    • Parlando di cucina, capita spesso che per aggiungere un vano all’annuncio immobiliare venga creata una cucina infima anche in appartamenti relativamente grandi, una sorta di cucinino/prigione per la massaia (o massaio) moderno. Se la cucina non è già spaziosa e abitabile, valutate con un tecnico se abbattere la parete che la separa dalla zona pranzo o soggiorno e magari sostituirla con una parete scorrevole o a libro, nel caso vogliate poterla chiudere per nascondere il disordine o contenere l’odore di cucina.
    • Sembra un dettaglio di poco conto ma in un appartamento consigliamo una cappa aspirante di prima qualità, con tubo di evacuazione, per contenere al meglio l’odore di cucina negli altri ambienti.
    • Nelle cucine degli appartamenti sono molto utili i piani di lavoro a scomparsa, pieghevoli, rotanti o come si vuole, per avere una buona superficie di lavoro mentre si cucina ma che si possano spostare o nascondere quando c’è bisogno di spazio per le persone.

    Elementi di arredo personalizzati

    Se non trovate mobili già pronti che rispecchino tutte le vostre esigenze, potete sempre modificarli con l’aiuto di un buon artigiano. Creare soluzioni personalizzate adatte ad un singolo ambiente o ad una singola unità abitativa è molto più semplice di quello che si pensi e permette di risolvere i piccoli disagi di tutte le case. Con l’aiuto di un artigiano che conosca i materiali e un tecnico che insieme a voi studi il progetto del singolo elemento di arredo in base alle vostre necessità, potete creare pezzi unici ideali per la vostra casa. In questo modo potreste risolvere i classici problemi da appartamento come l’isola fissa in cucina che tanto farebbe comodo ma che geometricamente non può starci, la libreria che non trova più nemmeno una parete libera per essere installata, o un piano di lavoro da poter ripiegare e nascondere per lo studio o il bricolage. Tutti piccoli accorgimenti che possono sembrare banali ma che in un appartamento possono fare una grossa differenza.  

    Anche in questo caso oltre agli interventi di allestimento o arredamento si può procedere a una ristrutturazione o comunque a un complessivo rinnovamento dei locali o solo di alcuni dettagli. Il pavimento, ad esempio, può essere sostituito o rivestito a seconda delle tipologie, le soluzioni sono molteplici ma non tutte si adattano a ogni situazione per motivi di costo, posa, manutenzione eccetera. Le porte interne possono essere sostituite, i bagni ristrutturati, ecc… Il consiglio quindi è sempre quello di rivolgersi a un tecnico che possa affiancarvi nelle scelte tecniche e progettuali per evitare spiacevoli inconvenienti e tutelare voi e la vostra casa. Un bravo architetto vi può affiancare anche semplicemente per riarredare la casa e cambiarle volto senza interventi edilizi.

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