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  • La casa al tempo del COVID-19: villette indipendenti

    La casa al tempo del COVID-19: villette indipendenti

    In questo ultimo articolo vogliamo analizzare una delle tipologie più richieste e diffuse, con tutti i loro limiti e le loro problematiche: le villette indipendenti.
    Ovviamente parleremo principalmente di quelle classiche abitazioni costruite direttamente dall’impresa o da un’immobiliare, oppure realizzate in un’epoca o con una filosofia in cui si prestava scarsa cura per la qualità degli spazi, della luce e logicamente dei materiali. Chi abita in una villetta di recente costruzione e (o soprattutto) ben progettata, difficilmente avrà bisogno di questi consigli.
    La principale peculiarità di questo tipo di edificio è di essere completamente circondato da terreno di pertinenza all’edificio stesso, qualità molto gradita in quanto si presuppone che riduca le potenziali problematiche di vicinato e migliori la privacy. Entrambe le affermazioni possono essere vere ma in realtà sono quasi sempre una pia illusione. Analizziamo con ordine le problematiche che si possono presentare.
    In primo luogo sono valide tutte le problematiche presentate per le villette a schiera, se l’intervento è stato di tipo speculativo o se il progettista all’epoca ha prestato più attenzione al disegno del prospetto che alla qualità dello spazio o della luce, potreste trovarvi con una casa grande ma poco luminosa e ariosa. Anche in questo caso, con ogni probabilità, ognuno avrà un proprio spazio personale, tuttavia vanno prese in considerazione tutte le attenzioni sullo spazio e la luce negli ambienti presentate negli articoli precedenti. Unica vera salvezza di questo tipo di edifici è la possibilità di aprire finestre su ben quattro lati, tuttavia la combinazione di finestre strette (magari accoppiate a muri spessi con cappotto o intercapedine), serramenti scuri, portici e portichetti, riesce spesso a vanificare questo vantaggio.

    • Se siete affittuari in questo tipo di strutture, fermo restando l’applicazione di tutti gli interventi di cui abbiamo parlato prima, la vostra arma principale è il colore. In questo caso non dovreste avere vincoli cromatici di alcun tipo, di conseguenza cercate di schiarire ogni tipo di superficie che può riflettere luce, i serramenti o la struttura del portico (solitamente di legno scuro o cemento) ovviamente in accordo con la proprietà.
    • Se avete un prato particolarmente sofferente e poco illuminato sostituitelo con un bel giardino secco di ghiaia bianca o comunque molto chiara, sarà un lavoro piacevole e rifletterà molta più luce verso la casa.
    • Anche in questo caso cercate di non ostacolare la luce che entra dalle finestre: evitate mobili alti posizionati nelle vicinanze delle aperture e mantenete potati e ordinati gli alberi e le siepi (chiaramente valutate la posizione e l’orientamento della vegetazione, se può favorire l’ombreggiamento nel periodo estivo non potatela drasticamente).
    • Come nel caso delle case a schiera, anche queste villette hanno quasi sempre giardini molto risicati, determinati dal lotto e dalla sola distanza minima di confine (è facile notare che molte villette hanno circa 5 metri di giardino su ogni lato, con un lotto di circa 25 metri per 25 metri, giardini o lotti più grandi di solito risalgono a decenni passati o a ville di particolare pregio).
      In queste situazioni risulta evidente come una buona progettazione e manutenzione degli spazi esterni sia importante per la vivibilità degli stessi spazi esterni e di quelli interni, soprattutto al piano terreno che risente maggiormente degli ombreggiamenti e del rapporto interno/esterno verso il giardino.
      A seconda di come sono disposte le uscite verso il giardino e di come è gestita la privacy verso i confinanti (spesso c’è una semplice rete o un muretto alto un metro e mezzo, essendo vietati muri più alti, quindi la privacy solitamente è scarsa), cercate di creare una zona relax/soggiorno esterna che vi permetta di beneficiare il più possibile dello spazio a disposizione. In questa mezza stagione è preferibile uno spazio assolato ma all’occorrenza ombreggiabile, in modo che sia sempre relativamente tiepido e asciutto.
      Se non è presente, cercate di predisporre una pavimentazione esterna, che sia un decking di legno o finto legno, piastre di pietra o cemento, o semplice ghiaia compattata (tutte soluzioni comunque drenanti). Questo vi permetterà di avere un ingresso e un’uscita agevole e pulita e aumenterà la percezione dello spazio esterno come estensione dello spazio interno, in quanto i movimenti dentro/fuori saranno più agevoli e veloci.
    • Per migliorare la vostra privacy potete predisporre una rete ombreggiante fissata alla rete di confine, una stuoia incannucciata o dei vasi con graticcio per piante rampicanti (evitate di farle sviluppare sulla rete di confine, alla lunga la danneggeranno), oppure soluzioni più sofisticate, sempre rendendo partecipe il vicino e avendo cura di non togliergli luce o ventilazione. Non dimenticate infine che si tratta di schermature parziali e che la casa del vostro vicino si trova a pochi metri, quindi non lasciatevi troppo andare nel vostro “soggiorno esterno”.

     

    Per quel che riguarda i proprietari degli immobili la possibilità di intervento è praticamente totale, favorita anche dalla quantità sempre crescente di agevolazioni fiscali che rendono sostanzialmente conveniente riqualificare questo tipo di edifici.
    Gli interventi consigliati riguardano, prima di tutto, la qualità della luce e del comfort termico, quindi cappotto (esterno è sempre meglio, se possibile), ampliamento e sostituzione dei serramenti, rifacimento di impianti e bagni. Per quel che riguarda la gestione della luce e della privacy dalle aperture ricordiamo che oltre ai tradizionali “scuri” o “ante” (chiamati in molti modi e con molte caratteristiche diverse a seconda delle zone) e alle tapparelle, esistono altre soluzioni come ad esempio i frangisole che riescono a modulare luce e visibilità con una spesa relativa, esistono poi soluzioni molto costose e innovative come i vetri a cristalli liquidi ma vanno usati con cautela per via del costo importante.

    Per quel che riguarda i cappotti va invece ricordato che, oltre a fornire una migliore prestazione energetica e comfort, grazie alla versatilità di materiali e lavorazioni permettono di “cambiare volto” a un edificio quindi valutate con il tecnico questa possibilità.
    All’interno è poi possibile intervenire sulla distribuzione modernizzando gli spazi interni unendo cucina e sala da pranzo o trasformando anche il soggiorno in un grande open-space o comunque adattando la distribuzione a qualche nuova sopravvenuta esigenza.
    La modernizzazione dell’impiantistica è un miglioramento importante anche se costoso, sia per migliorare le condizioni di comfort e salubrità della casa sia per diminuire i costi di gestione degli impianti stessi.
    Anche in questo caso si può valutare se trasformare l’eventuale portico in tutto o in parte in un pergolato, e creare ampie vetrate su porzioni specifiche del giardino.
    Se si decide di intervenire sull’ampliamento delle aperture, soprattutto quelle che affacciano verso il giardino, diventa importantissimo lavorare sul giardino stesso, in modo da massimizzare l’effetto creato dal rapporto interno/esterno, creando angoli e vedute piacevoli in continuità con l’interno. Ogni porzione del giardino può essere riprogettata per valorizzare lo spazio interno a cui è legata, facendo anche in modo di non compromettere la propria privacy nelle modalità di cui parlavamo poco fa.
    Anche in questo caso si tratta di interventi complessi e articolati spesso in relazione tra loro, è quindi indispensabile aspettare la fine della quarantena e affidarsi a un tecnico che possa mostrarvi tutte le potenzialità della vostra casa, magari con dei render, e affiancarvi durante tutto il processo di trasformazione.

    Alcune delle immagini riportate negli articoli sono a titolo puramente esemplificativo, qualora qualcuno ne riconoscesse la proprietà provvederemo a segnalarne i diritti o ad eliminarle su richiesta dell’autore.

  • La casa al tempo del COVID-19: villette a schiera e case a cortina

    La casa al tempo del COVID-19: villette a schiera e case a cortina

    Il prossimo caso analizzato riguarda due diverse tipologie con alcune importanti caratteristiche in comune: le villette a schiera e le case a cortina.
    Tutti conoscono le villette a schiera, pochi invece conoscono il termine “casa a cortina”. Quest’ultima definizione identifica quella tipologia di edificio, indipendente, costruito a ridosso del marciapiede e che confina con altri due edifici simili ai lati, formando appunto una “cortina” edilizia continua che solitamente caratterizza i nostri centri storici.

    Di conseguenza le caratteristiche condivise dalle villette a schiera e dalle case a cortina sono: due lati (solitamente paralleli) dotati di aperture, e due lati completamente chiusi perché in aderenza agli edifici confinanti.
    In secondo luogo condividono il fatto di avere un prospetto principale verso la pubblica via (mediato da un piccolo giardinetto nel caso della villetta o direttamente a ridosso del marciapiede per la tipologia a cortina) e un prospetto privato verso un cortile o un giardino interno.
    Rispetto agli appartamenti, queste tipologie edilizie sono caratterizzate da una completa autonomia per quel che riguarda scelte progettuali e finiture rispetto agli edifici circostanti (compatibilmente con i regolamenti edilizi) e di una buona autonomia strutturale che permette pesanti interventi di ristrutturazione (anche demolizione e ricostruzione, con le dovute cautele).

    Villette a schiera

    Partiamo con le villette a schiera, tutte le valutazioni fatte per questo tipo di edifici varranno poi anche per le case a cortina che sono leggermente più complesse.
    Gli edifici di questo tipo hanno solitamente una metratura che varia dai 100 ai 200 metri quadrati calpestabili, di conseguenza le problematiche di affollamento sono minori rispetto a quelle degli appartamenti, tuttavia rimangono validi tutti i consigli sull’arredo e sulla gestione degli spazi citati nei precedenti articoli.
    Le principali problematiche che si possono riscontrare in questo tipo di fabbricati sono di natura distributiva e di luminosità degli spazi. Le villette a schiera sono spesso il risultato di interventi edilizi di tipo speculativo quindi, nonostante siano di costruzione relativamente recente, presentano delle caratteristiche che ne riducono la qualità degli spazi e dell’edificio nel complesso. Al di là delle problematiche sulla qualità dei materiali impiegati, che si risolvono solo attraverso una ristrutturazione, solitamente abbiamo aperture e superfici dei vani al minimo di legge, quel tanto che basta a consentire l’approvazione del progetto da parte degli enti competenti. Di conseguenza restano validi tutti i consigli precedenti riguardanti l’allestimento degli spazi di studio/lavoro personali in spazi ridotti, e sulla gestione degli spazi comuni.

    • Per quanto riguarda l’illuminazione, rimane valido il consiglio di evitare mobili alti in prossimità delle finestre ma, essendoci anche un giardino, vi consigliamo anche di evitare piante eccessivamente ingombranti all’esterno, che possono togliere luce agli ambienti interni. Essendo solitamente un giardino di ridotte dimensioni su fronte strada e/o sul retro, è importante considerare l’esposizione della casa nelle varie ore del giorno e la crescita delle piante che si decidono di utilizzare. Evitate di piantare essenze alte o particolarmente frondose davanti alle finestre, ruberanno luce all’interno della casa.
    • Spesso queste villette hanno anche dei piccoli portichetti che tolgono ulteriormente luce alle finestre del piano terra, valutate se trasformarli in pergolati aperti o apribili, porteranno molta più luce all’interno con una spesa relativamente modesta e senza cantieri all’interno della casa.
    • Ritornando sul tema giardino, solitamente l’estensione è determinata dal rispetto della distanza minima dai confini previsto dalla normativa (5 o 10 metri dal confine o dalla strada a seconda delle situazioni). In questo caso non tutto il male viene per nuocere, piccoli giardini sono più facili da gestire, inoltre se ben progettati possono diventare dei veri e propri piccoli capolavori. Internet e le riviste specializzate sono ricche di esempi e un buon progettista può aiutarvi a trasformare il vostro ritaglio di verde in un’area ben curata e ordinata: il vostro piccolo paradiso personale. Alcuni consigli sempre validi sono: scegliete essenze adatte al vostro tipo di terreno, clima ed esposizione, prediligete essenze locali o adattate, o avrete piante che per la maggior parte dell’anno dovranno essere coperte per proteggerle dal freddo o irrigate di continuo ed ombreggiate per contrastare il caldo. State molto attenti allo sviluppo degli arbusti e se avete giardini piccoli è inutile piantare essenze che si sviluppano in grandi alberi, toglieranno luce alla casa e al giardino, favorendo la formazione di muffa e muschio ed impedendo la crescita rigogliosa del prato. Se avete giardini o parte di giardini che non vengono mai illuminati direttamente dal sole, valutate la possibilità di creare un “giardino secco”, sono molto gradevoli e rilassanti, richiedono poca luce e manutenzione. Ricordate che il vostro giardino deve rimanere uno spazio da vivere e quindi allestendolo dovete lasciare ampio spazio per la vostra permanenza all’interno di esso, non riempitelo di vegetazione fino a due metri dalla casa. Un ultimo consiglio più tecnico che estetico, se scegliete di piantare essenze con radici abbastanza profonde, evitate quanto più possibile la vicinanza a tubazioni sotterrane nel giardino (se non avete un disegno, potete intuire l’andamento delle tubazioni dalla posizione dei pozzetti di ispezione), le radici possono infatti danneggiare irreversibilmente le tubazioni.

    Qualora siate proprietari di una villetta a schiera, valutate con un tecnico i costi e i benefici di una ristrutturazione rilevante, che preveda innanzitutto una ridistribuzione delle aperture per favorire l’ingresso di luce naturale, cogliendo l’occasione per installare serramenti nuovi e energicamente più efficienti.

    • Particolare attenzione va data anche all’illuminazione artificiale. Una caratteristica comune in quasi tutte le villette a schiera è la presenza di una zona giorno lunga e stretta (solitamente molto buia al centro essendo il punto più lontano dalle pareti finestrate), situazione spesso determinata dalla presenza del garage in sagoma all’edificio al piano terra. In questo situazione, fermo restando che le aperture dovranno essere sfruttate il più possibile per fornire luce naturale (compatibilmente con l’esposizione, gli affacci e l’assetto strutturale dell’edificio), richiedete un accurato progetto dell’illuminazione artificiale, magari modulabile, per compensare la mancanza di luce nelle zone più lontane delle aperture. Una buona soluzione potrebbe prevedere varie modalità di illuminazione in base all’esigenza: una luce di riempimento per le ore diurne, una rilassante per la sera e vari punti o elementi di l’illuminazione specifica per lettura, il lavoro, o i pasti.
    • Per quel che riguarda la distribuzione, essendo la zona giorno prevalentemente open-space, si può valutare una cucina a scomparsa o una parete mobile, in modo da contenere la dispersione di odori o nascondere il temporaneo disordine e creare una zona di lavoro separata dagli ospiti.
    • Infine un paio di note per la stagione invernale: l’ingresso diretto dall’esterno al soggiorno, magari con una porta vetrata, causa spesso bruschi abbassamenti di temperatura nei momenti di frequente andirivieni. Se lo spazio lo consente si potrebbe prevedere uno spazio filtro che consenta di spezzare il flusso di aria fredda. Inoltre, se la filosofia degli spazi è eccessivamente “open” e l’impianto non è adeguato, potrebbero esserci flussi di calore indesiderati tra la zona giorno e la zona notte (oltre che di odore e rumore). Valutate quindi, con l’aiuto di un tecnico, se adeguare l’impianto o realizzare una chiusura tra zona giorno e zona notte.

    Case a cortina

    Come anticipato le case a cortina necessitano di alcune considerazioni aggiuntive in quanto solitamente sono più complesse da affrontare, sia perché più vecchie, sia per il difficile affaccio verso il marciapiede pubblico.
    In primo luogo le problematiche: facendo parte dei nostri centri storici spesso risalgono ai primi anni del Novecento o sono addirittura precedenti, in alcuni casi hanno subito pesanti ristrutturazioni nel secondo dopoguerra (anni ‘50-’70), altre volte hanno la struttura originale in mattoni e legno. Questo significa che, nel migliore dei casi, la distribuzione, le aperture e gli spazi in generale sono stati concepiti o adattati allo stile di vita delle persone alla fine del diciannovesimo/inizio del ventesimo secolo, nel peggiore dei casi ci sono serie problematiche strutturali, impiantistiche e di umidità o salubrità in generale.
    Nel breve periodo di quarantena gli interventi che si possono eseguire in questo tipo di edifici sono limitati e sostanzialmente simili a quelli indicati per le precedenti tipologie, e quindi coinvolgono soprattutto la gestione degli ambienti. Come per le villette a schiera avremo sicuramente un numero più che si sufficiente di locali per gestire correttamente la privacy di ognuno, ma saranno probabilmente ambienti piccoli e poco illuminati.
    Di conseguenza ben vengano postazioni di lavoro rivolte verso le poche aperture, mobili bassi e dai colori tenui, tinte chiare alle pareti e la possibilità di tinteggiare di bianco i solai in legno a vista (se siete in affitto concordate la cosa con la proprietà).

    Se avete pavimenti scuri valutate se usare dei tappeti di colore chiaro, lo stesso discorso vale per le tende e la biancheria per la casa. Se la cucina è troppo piccola per contenere la famiglia al completo spostate il tavolo da pranzo in un’altra camera e in cucina mantenete solo un piano di lavoro/colazione.
    Guardando oltre la quarantena le possibilità sono invece infinite, compatibilmente con le indicazioni della normativa urbanistica che varia da comune a comune e da edificio ad edificio. 
    A seconda dello stato dei fabbricati si può procedere a una semplice Manutenzione Straordinaria con l’applicazione di un intonaco anti-umido e la sostituzione di impianti e serramenti, oppure procedere fino a una più drastica demolizione totale e ricostruzione in sagoma.
    Quasi sempre, è obbligatorio conservare la sagoma dell’edificio esistente per conservare la continuità della cortina urbana, comunque, per le abitazioni che non hanno caratteristiche di monumento, c’è ampio spazio di manovra per quel che riguarda disposizioni interne e aperture verso il cortile interno.
    Escludendo per ora le ristrutturazioni complete, che chiaramente offrono possibilità infinite, e una grande quantità di agevolazioni fiscali ma necessitano di una progettazione ad hoc da parte di un tecnico, possiamo dare alcuni consigli per interventi più localizzati:

    • Le aperture interne ed esterne possono essere ampliate per migliorare la luminosità ed amplificare gli spazi. È sufficiente inserire rinforzi in acciaio (calcolati da un tecnico abilitato) in sostituzione delle parti di muro demolite: anche in una casa vecchia è possibile avere un open-space interno o una grande vetrata verso il giardino.  
    • Sfruttate comunque le aperture verso strada. Al piano terra, destinate gli ambienti sul lato verso strada, per locali di servizio che necessitano di meno luce ed utilizzate tende filtranti, o un vetro satinato, in modo da garantire un certo livello di privacy.
    • Utilizzate al meglio i piani alti, sono i più luminosi perché non subiscono l’ombreggiamento da parte degli edifici vicini, se le camere sono abbastanza grandi non destinatele semplicemente all’utilizzo notturno ma allestite una zona studio lavoro in ogni camera che lo necessiti.
      Con una ristrutturazione più impegnativa si può spostare anche la zona giorno al primo piano per sfruttare al meglio la luce naturale.
    • Ricordate che i vecchi muri devono traspirare, quindi evitate trattamenti superficiali essicanti o impermeabilizzanti, nel primo caso il muro ne potrebbe risultare indebolito, nel secondo caso l’umidità si limiterà a spostarsi più in alto o sulla faccia opposta della parete. Preferite intonaci traspiranti finiti con colori traspiranti e ricordate di arieggiare ogni giorno i locali, per far si che l’umidità in eccesso fuoriesca. Non utilizzate tinte a smalto o non traspiranti, in poco tempo si gonfieranno e si distaccheranno sotto la spinta dell’umidità retrostante.
    • Non posizionate mobili ingombranti a ridosso delle pareti più umide, mantenete sempre una distanza di 5-10 cm dalla parete e fissate un telo protettivo antiumido sul retro del mobile (non sul muro), eviterete che il muro si deteriori e che il mobile marcisca.
    • Se l’impianto elettrico è vecchio ricordate di non sovraccaricare i fili con elettrodomestici troppo potenti, chiedete il sopralluogo di un tecnico o di un elettricista nel caso vogliate convertire la cucina a gas in una ad induzione o se volete aggiungere un forno o una pompa di calore. Non è importante che il contatore supporti il maggior impegno di potenza, i singoli cavi costretti a trasportare una maggiore corrente potrebbero surriscaldarsi e fondere con conseguenti corto circuiti o incendi nel caso non si possieda un quadro con salvavita. 
    • Se l’impianto idraulico è vecchio o se pompate l’acqua da un pozzo, fate analizzare regolarmente l’acqua non solo a valle della pompa ma direttamente dai rubinetti di casa, i vecchi impianti erano fatti in ferro e piombo, verificate quindi che l’acqua non ne sia eccessivamente contaminata. 
    • Verificate regolarmente le condizioni del tetto. Se avete un sottotetto potreste non accorgervi di una eventuale infiltrazione fintanto che non diventa molto grave. Le vecchie tegole tendono naturalmente a scivolare verso la gronda e gli uccelli più grandi spesso le spostano cercando rifugio durante l’inverno, potrebbe essere quindi necessario un “ripasso” delle tegole (le tegole vengono rimosse e ripulite dai detriti e poi riposizionate correttamente). Le strutture di legno risentono molto di umidità e infiltrazioni quindi verificatele spesso con l’ausilio di un tecnico o un muratore, ogni primavera sarebbe l’ideale, per prevenire danni e conseguenti spese di ristrutturazione.

    Come già detto in questi casi le possibilità di intervento sono praticamente illimitate, siamo a vostra disposizione per valutare ogni possibilità in base alle esigenze e alle disponibilità economiche di ognuno. Ogni casa, anche la più angusta, può diventare più bella e accogliente.

    Alcune delle immagini riportate negli articoli sono a titolo puramente esemplificativo, qualora qualcuno ne riconoscesse la proprietà provvederemo a segnalarne i diritti o ad eliminarle su richiesta dell’autore.

  • La casa al tempo del COVID-19: appartamenti di grandi dimensioni

    La casa al tempo del COVID-19: appartamenti di grandi dimensioni

    Tutti i consigli dati nel precedente articolo sono chiaramente validi anche per gli appartamenti più grandi (convenzionalmente sopra i 50 metri quadrati con tre o più locali). In questa tipologia le possibilità di azione sono maggiori e gli spazi più articolati, tuttavia, essendo abitata da nuclei famigliari più numerosi o con figli più grandi, le problematiche dovute alla convivenza e all’affollamento possono essere addirittura più complesse. Per questo motivo diventa fondamentale distinguere e regolare gli spazi comuni e gli spazi privati, in modo da gestire al meglio la convivenza. Un corretto ritmo di separazione/vicinanza favorisce la serenità dei rapporti all’interno di uno spazio. Di seguito saranno elencati alcuni semplici consigli applicabili in questo periodo di quarantena, per un migliore utilizzo degli spazi.

    Postazioni di lavoro indipendenti

    • Come per i piccoli appartamenti, se le camere sono sufficientemente grandi è consigliabile predisporre una postazione di lavoro/studio per ognuno, in modo da lasciare gli spazi comuni come il soggiorno per la “riunione” serale. Come già detto precedentemente, in una situazione di emergenza come questa, esistono svariate soluzioni per creare un piano di lavoro in assenza di una scrivania. Per chi invece deve passare poco tempo al computer o deve leggere qualcosa può andare bene anche il classico cuscino a terra in stile “giapponese”, evitate però di appoggiare computer o apparecchi elettronici che si scaldano su superfici di tessuto o sulle gambe.
    • Preferite spazi ben illuminati e ventilati, se il clima non lo permette ventilate le camere durante i momenti di convivialità negli spazi comuni e ventilate gli spazi comuni quando tutti sono nei propri spazi privati.

    Un soggiorno troppo “affollato”

    • Se non avete l’abitudine di guardare tutti insieme la tv in soggiorno la sera e volete approfittare di questo periodo per tornare a fare “gruppo”, predisponete comode sedute per tutti, se poltrone e divano non sono sufficienti, disponete grossi cuscini o pouf su un tappeto in una posizione che permetta di appoggiare la schiena contro a un cuscino o alla base del divano.

    Ordine!

    • Fondamentale l’ordine e l’organizzazione, soprattutto in presenza di figli adolescenti. Per questo vi consigliamo l’utilizzo di organizers all’interno dei vari mobili, utilizzandoli diventa più facile e spontaneo riporre le cose nel modo corretto e la capacità di contenimento dei mobili aumenta. Il mercato (online e non) è ricco di questi organizer che non sono altro che sub contenitori che permettono di sfruttare al meglio profondità e altezza dei mobili, solitamente poco sfruttati quando si lavora con semplici ripiani.
    • In una camera da letto una semplice serie di appendiabiti aggiuntivi sul muro (o il classico “servomuto” se avete più spazio) consentiranno di tenere anche i capi usati più di frequente in ordine, aumentando la percezione di uno spazio libero e ordinato.

    Corridoi e disbrighi

    • Gli appartamenti di grandi dimensioni hanno spesso corridoi e disbrighi che consumano una quantità rilevante di superficie dell’appartamento, valutate se è possibile sfruttare in qualche modo questa superficie. In particolare se i corridoi sono sufficientemente larghi è possibile inserire mobili bassi e poco profondi come scarpiere e consolle. Se invece sono presenti nicchie sfruttatele come ripostiglio, nel caso non siano sufficientemente profonde per contenere un armadio sappiate che esiste la possibilità di installare solo la “facciata” dell’armadio, sostanzialmente delle ante che permettono di chiudere nicchie di qualsiasi dimensione e conservare un aspetto dignitoso e ordinato del corridoio.

    L’organizzazione dei bagni

    • In questi tipi di appartamento possono essere presenti fino a due bagni ma, solitamente, entrambi di dimensioni modeste. Anche in questo caso attaccapanni o ripiani possono aiutare a tenere in ordine gli oggetti di ognuno e prevenire conflitti. Per questi spazi già ridotti consigliamo mensole, ganci o armadietti di basso spessore o retraibili (come già detto la profondità viene poco sfruttata, quello che c’è in fondo a un mobile di solito viene dimenticato). Se avete necessità di un contenitore profondo per panni o asciugamani preferitelo basso come una cassettiera o al massimo una consolle (che potrebbe già risultare ingombrante).

    La cucina

    • Un discorso a parte va dedicato alle cucine, che raccolgono ogni genere di accessorio o elettrodomestico e solitamente anche una parte delle scorte alimentari. In primo luogo fate una cernita di quanti e quali di questi accessori o elettrodomestici usate abitualmente, il resto può essere riposto in scatoloni e portato in cantina liberando spazio per scorte alimentari o per i piani di lavoro/appoggio e dare, come sempre, una maggiore sensazione di spazio (la macchina per il pane, il set per la fonduta, il servizio da 12 possono aspettare in cantina). Anche in questo ambiente l’utilizzo di organizer aiuterà a mantenere più ordine e a ridurre lo stress di chi deve gestire la cucina (esistono vari tipi di contenitori, supporti eccetera che non sono propriamente organizer ma che comunque vi aiuteranno a raggiungere lo stesso scopo).

    Una nota per quel che riguarda l’installazione di nuovi supporti nei vari ambienti, prima di forare per inserire i tasselli assicuratevi che non ci siano tubi dietro, non è il momento per avere bisogno di un idraulico/elettricista. Se l’oggetto/contenitore/supporto, è leggero e dovrà ospitare oggetti leggeri potreste optare per sistemi alternativi di fissaggio come colla/adesivo/ventosa e non rischiare di forare impianti, in ferramenta troverete prodotti adatti allo scopo. Chiaramente quanto detto finora permette di intervenire con piccoli accortezze senza fare modifiche sostanziali agli ambienti ed è quindi adatto sia agli affittuari che ai proprietari degli immobili.Per i proprietari esistono ovviamente maggiori possibilità di intervento anche se quasi nessuna applicabile in questo momento di crisi in quanto richiedono l’intervento di un tecnico e di manodopera specializzata.In ogni caso riportiamo alcuni consigli e spunti un po’ più complessi dei precedenti ma comunque attuabili in quasi tutte le situazioni.

    Serramenti

    • In primo luogo un consiglio valido per ogni tipo di ambiente e per ogni dimensione di casa. I serramenti, qualora non sia opportuno semplicemente sostituirli, possono essere ammodernati semplicemente tinteggiandoli di un colore chiaro (verso l’interno in modo da non incorrere in problematiche di regolamento condominiale), in modo da trasformare e alleggerire la percezione di vecchi serramenti color legno o comunque di tinta forte. Questo incrementerà notevolmente la sensazione di luminosità della finestra e potrebbe meglio accostarsi alle scelte di colore e arredo dell’interno.

    Tinteggiature interne e scelta dei colori

    • Anche in questo caso consigliamo di tinteggiare gli interni con colori chiari e neutri, soprattutto negli ambienti più piccoli, inserendo tinte più accese in aree ridotte e scelte con accuratezza. In questo modo il colore stesso ne verrà valorizzato. (approfondiremo il tema colore in una riflessione a parte)

    Camere da letto condivise

    • In questo tipo di appartamenti solitamente vivono dalle 3 alle 4 persone e le camere da letto potrebbero essere solo due. Diventa quindi necessario, in presenza di due figli che condividono la stanza, creare degli spazi di privacy ben distinti. Determinante per le scelte distributive è l’età degli inquilini, se i due ragazzi o bambini hanno età simili sarà più semplice lavorare sull’ambiente.
    • Ormai esistono svariate soluzioni per i letti: dai letti a castello a quelli a ponte se si ha a disposizione poco spazio, oppure due semplici letti contenitivi se la camera ha dimensioni adeguate.
    • Se i bambini sono piccoli è consigliabile tenere distinte le aree per il riposo da quelle per il gioco condiviso, così da creare un ambiente sereno e ordinato. Esistono in commercio, per evitare i classici muri tappezzati di colore, dei pannelli mobili che possono essere usati come decorazione della stanza e come elementi di arredo. In alternativa, ma meno pratiche, potete optare per tinte lavabili sui muri.
    • È sconsigliabile scegliere il colore delle pareti e degli arredi della camera in base al sesso del primo figlio. Non scegliete mobili e muri rosa o azzurro che poi vi costringeranno a cambiare tutto con l’arrivo di un secondo figlio. Scegliete colori tenui e neutri come il giallo o il verde (sempre chiari e aggiungete punti di colore con i complementi di arredo.
    • Se i figli sono più grandi è invece importante creare un ambiente che consenta ad entrambi di avere la giusta privacy. Create delle postazioni di studio ben distinte, se lo spazio non consente di avere due scrivanie scegliete dei piani ripiegabili a scomparsa. Anche qui optate per letti contenitivi in quanto non sempre gli armadi sono abbastanza capienti. L’aver scelto mobili dai colori neutri vi salverà dal dover rivoluzionare tutto l’arredamento una volta che il bambino sarà diventato un più grandicello.
    • Se la camera è abbastanza grande si possono creare degli elementi di suddivisione degli spazi: una libreria leggera e aperta può fungere da divisorio tra le due aree di pertinenza dei due figli e dargli l’impressione di vivere in due ambienti separati. In alternativa esistono dei separé mobili che possano essere impacchettati e ripiegati quando non servono.

    Soggiorno

    • Verificate l’orientamento del soggiorno. In quasi tutte le case è determinato dalla posizione della presa dell’antenna che non sempre è nella posizione ottimale per distribuire tutto l’ambiente. Se possibile, per non affaticare la vista, il televisore non dovrebbe essere mai posizionato parallelo ad una finestra, in modo da ridurre riflessi o abbagliamento. Una posizione ottimale sarebbe perpendicolare rispetto a qualsiasi fonte luminosa. Un altro aspetto importante che riguarda il televisore è il fattore dimensione/distanza, esistono apposite tabelle che illustrano la distanza ideale della seduta dal televisore, se non avete a disposizione un soggiorno abbastanza profondo è inutile comprare uno schermo gigantesco. Anche il divano va acquistato proporzionato all’ambiente, piuttosto che un divano enorme a molti posti dovreste prediligere un divano “normale” aggiungendo pouf o altri tipi di seduta mobile che possano fungere da sedute supplementari o da poggiapiedi, o essere rimossi se d’ingombro in qualsiasi momento.
    • Se la posizione attuale della presa dell’antenna non consente di rivoluzionare la disposizione del vostro soggiorno potete, dopo il termine della quarantena, contattare un muratore e un elettricista e spostare il cavo in una posizione più adatta o, in alternativa se non volete affrontare opere murarie, potete acquistare un ripetitore di segnale che permette di posizionare dove si vuole la televisione. Non vincolate quindi la distribuzione del soggiorno alla posizione delle prese, il valore di uno spazio ben distribuito è sicuramente maggiore dell’impegno necessario a spostarla (che abbiamo visto può essere molto poco).
    • Il soggiorno è un ambiente che, soprattutto in questo periodo, ha un uso multiplo che coinvolge varie fasce orarie della giornata e motivi di utilizzo, per questo è fondamentale un corretto studio dell’illuminazione. La luce necessaria la sera per guardare la tv non è quella adatta per lo studio o per leggere un libro. Scegliete quindi luci dalla intensità regolabile (lampadine dimmerabili o interruttori dimmer) o prediligete varie soluzioni di illuminazione all’interno dello stesso ambiente (luce riflessa dal soffitto per guardare la tv, luce diretta da faretti o lampadari per leggere o lavorare) in modo da creare situazioni di illuminazione diversa in base alle necessità. Potete inoltre posizionare una lampada da lettura vicino al divano o una piantana per una luce più diffusa in un altro angolo della stanza, i corpi illuminanti possono infatti essere ottimi elementi di arredo oltre a fornire l’illuminazione ottimale per ogni situazione.
    • Anche se stiamo parlando di appartamenti di grandi dimensioni è importante ricordare che ogni mobile o complemento posizionato è una riduzione dello spazio vivibile, quindi è importante essere essenziali, evitare grandi tappeti o mobili di recupero da altre tipologie abitative e quindi probabilmente poco adatti alla vita in appartamento.
    • Per lo stesso motivo non rendete i vostri appartamenti delle serre, l’ingombro di una grossa pianta è paragonabile a quello di un mobile di medie dimensioni. Scegliete essenze che non si sviluppino eccessivamente in larghezza e non dimenticate che anche i vasi sono elementi di arredo, un bel vaso può dare un tocco in più al vostro soggiorno.

    Cucina

    • Parlando di cucina, capita spesso che per aggiungere un vano all’annuncio immobiliare venga creata una cucina infima anche in appartamenti relativamente grandi, una sorta di cucinino/prigione per la massaia (o massaio) moderno. Se la cucina non è già spaziosa e abitabile, valutate con un tecnico se abbattere la parete che la separa dalla zona pranzo o soggiorno e magari sostituirla con una parete scorrevole o a libro, nel caso vogliate poterla chiudere per nascondere il disordine o contenere l’odore di cucina.
    • Sembra un dettaglio di poco conto ma in un appartamento consigliamo una cappa aspirante di prima qualità, con tubo di evacuazione, per contenere al meglio l’odore di cucina negli altri ambienti.
    • Nelle cucine degli appartamenti sono molto utili i piani di lavoro a scomparsa, pieghevoli, rotanti o come si vuole, per avere una buona superficie di lavoro mentre si cucina ma che si possano spostare o nascondere quando c’è bisogno di spazio per le persone.

    Elementi di arredo personalizzati

    Se non trovate mobili già pronti che rispecchino tutte le vostre esigenze, potete sempre modificarli con l’aiuto di un buon artigiano. Creare soluzioni personalizzate adatte ad un singolo ambiente o ad una singola unità abitativa è molto più semplice di quello che si pensi e permette di risolvere i piccoli disagi di tutte le case. Con l’aiuto di un artigiano che conosca i materiali e un tecnico che insieme a voi studi il progetto del singolo elemento di arredo in base alle vostre necessità, potete creare pezzi unici ideali per la vostra casa. In questo modo potreste risolvere i classici problemi da appartamento come l’isola fissa in cucina che tanto farebbe comodo ma che geometricamente non può starci, la libreria che non trova più nemmeno una parete libera per essere installata, o un piano di lavoro da poter ripiegare e nascondere per lo studio o il bricolage. Tutti piccoli accorgimenti che possono sembrare banali ma che in un appartamento possono fare una grossa differenza.  

    Anche in questo caso oltre agli interventi di allestimento o arredamento si può procedere a una ristrutturazione o comunque a un complessivo rinnovamento dei locali o solo di alcuni dettagli. Il pavimento, ad esempio, può essere sostituito o rivestito a seconda delle tipologie, le soluzioni sono molteplici ma non tutte si adattano a ogni situazione per motivi di costo, posa, manutenzione eccetera. Le porte interne possono essere sostituite, i bagni ristrutturati, ecc… Il consiglio quindi è sempre quello di rivolgersi a un tecnico che possa affiancarvi nelle scelte tecniche e progettuali per evitare spiacevoli inconvenienti e tutelare voi e la vostra casa. Un bravo architetto vi può affiancare anche semplicemente per riarredare la casa e cambiarle volto senza interventi edilizi.

    Alcune delle immagini riportate negli articoli sono a titolo puramente esemplificativo, qualora qualcuno ne riconoscesse la proprietà provvederemo a segnalarne i diritti o ad eliminarle su richiesta dell’autore.

  • La casa al tempo del COVID-19: Appartamenti di piccole dimensioni

    La casa al tempo del COVID-19: Appartamenti di piccole dimensioni

    Cominciamo con alcuni suggerimenti rivolti a chi vive in un piccolo appartamento. Con piccoli appartamenti intendiamo monolocali o bilocali di 50mq o meno, dove solitamente possono vivere da una a tre persone (due genitori con un bimbo piccolo).
    Questo tipo di appartamento viene spesso sovraccaricato di arredo per riprodurre tutte le funzioni che di solito ci si aspetta di trovare in una casa “normale”, quella della nostra infanzia o comunque quella che immaginiamo come casa ideale.

    Solitamente questo comporta spazi di movimento risicati, pareti sature di mobili contenitivi stracolmi di oggetti utilizzati una volta l’anno e un generale senso di ristrettezza degli spazi, di disordine (soprattutto se c’è un bambino o un uomo tutto il giorno in casa), e di affollamento. Quasi sempre, se questi appartamenti hanno un balcone o una terrazza, vengono almeno parzialmente sacrificati come capanno per gli attrezzi, cantina o ripostiglio.

    Soluzioni: il primo consiglio è semplificate, il secondo è riducete.
    Chi più chi meno siamo tutti accumulatori di oggetti che utilizziamo poche volte durante l’anno, che finiscono inevitabilmente dentro a mobili contenitivi (armadi, cassettiere o altro) che continuiamo ad aggiungere per contenere nuovi oggetti.

    • È necessario ridurre il mobilio non indispensabile per creare più spazio. In particolare i mobili alti in prossimità delle aperture diminuiscono la quantità di luce che entra negli ambienti, creando una luce tipicamente “da cantina” e non da spazio abitabile. Prediligete mobili bassi che possono fungere anche da seduta, o da piano di appoggio per qualche utile complemento.
    • Nelle posizioni in cui dovete impiegare per forza mobili alti (librerie, armadiature in camera, cucina) preferite soluzioni modulari che vi permettano di raggiungere il soffitto, lo spazio vuoto sopra al mobile serve a poco ed è difficile da pulire, meglio creare dello spazio di contenimento ordinato anche se si può raggiungere solo con una scaletta, tornerà comodo per il cambio di stagione e oggetti indispensabili ma poco utilizzati.
    • Preferite mobili multifunzione, a scomparsa o scomponibili che non ingombrino lo spazio in maniera permanente quando non vengono utilizzati. Il classico tavolo da pranzo da sei o da otto non è indispensabile, si può optare per un tavolo più piccolo ma allungabile, oppure per un tavolo da pranzo componibile che si trasforma in una piccola consolle a muro quando non viene utilizzato.
    • La tanto desiderata isola da cucina può essere mobile o pieghevole, sconsigliamo le isole attrezzate con fuochi o lavello perché vincolano la posizione del mobile a causa degli impianti che devono arrivarci.
    • Se lo spazio è piccolo preferite colori chiari per pareti e mobili, se volete aggiungere un colore forte fatelo con dei dettagli ben piazzati, anche solo il colore di un’antina o di un cuscino possono cambiare il volto di un ambiente.
    • Evitate complementi o attrezzi sportivi ingombranti, preferite oggetti discreti ed eleganti e attrezzi sportivi che potete riporre in un spazio modesto (pieghevoli o smontabili): ogni oggetto non occupa solo spazio proprio ma anche tutto lo spazio intorno necessario per usarlo.
    • Liberate e vivete balconi e terrazze. Così come per gli armadi, eliminate i contenimenti per oggetti che non utilizzate mai, sfruttate la cantina o il garage (se a disposizione) con una scaffalatura ordinata o, in alternativa, affittate un deposito (un’abitudine americana esportata anche da noi). Anche un piccolo balcone con o due sedie pieghevoli e un piccolo piano di appoggio può diventare come un cortile o uno studio temporaneo per la primavera che avanza. Se volete un po’ di verde e privacy prediligete essenze che si sviluppino verso l’alto in vasi stretti e lunghi come rampicanti o bamboo. Evitate i classici grandi vasi rotondi, molto più ingombranti, e le essenze che tendono ad allargare la chioma ingombrando lo spazio. A seconda dell’esposizione del balcone predisponete un sistema di ombreggiatura temporaneo per poterlo sfruttare anche nelle ore più assolate.
    • In questo periodo di convivenza forzata cercate di predisporre degli spazi personali per ognuno, e mantenete un certo ritmo distanza/vicinanza, in questo modo dovreste prevenire i tipici conflitti dovuti alla condivisione continua degli spazi. Se entrambi gli inquilini lavorano in smart-working è importante che abbiano postazioni di lavoro indipendenti predisponendo, se disponibili, due scrivanie o altre ingegnose alternative (in queste situazioni emergenziali ogni piano di appoggio può essere adatto, quindi ben vengano soluzioni improvvisate come tavoli da giardino, assi, tavoli da stiro, scatoloni, etc).

    Per creare uno spazio di lavoro confortevole è importante che le due postazioni siano in ambienti diversi o, nel caso non si disponesse di due ambienti, di due aree di lavoro ben distinte. Come già detto in precedenza, con l’arrivo della bella stagione, anche i balconi o le terrazze possono diventare uno spazio di lavoro in più. È importante, soprattutto per chi lavora molte ore al computer, orientare le scrivanie in modo che la luce sia laterale e ventilare spesso l’ambiente tenendo le finestre aperte (se la temperatura lo permette) o comunque aprendole durante le pause. Una finestra aperta (o nell’impossibilità una tenda accostata), vi daranno una maggiore sensazione di apertura verso l’esterno e quindi di ampiezza dello spazio.

    In questo primo caso studio gli interventi consigliati ai proprietari o agli affittuari di piccoli appartamenti differiscono di poco perché in contesti condominiali le possibilità di intervento sono limitate. Sicuramente un proprietario potrebbe intervenire significativamente sui mobili fissi come la cucina, o sulla finitura degli interni (ricordate, colori chiari) o anche con interventi più importanti come una vera e propria ristrutturazione. Potrà pensare di sostituire i pavimenti (se molto vecchi, irregolari, rovinati o semplicemente brutti), rivoluzionare il bagno o rinnovare impianti e serramenti. Per tutti questi ultimi interventi sarà però necessario attendere la fine della quarantena e l’intervento di un progettista di vostra scelta che vi assista in tutte le fasi di progetto e di esecuzione dei lavori.

    Alcune delle immagini riportate negli articoli sono a titolo puramente esemplificativo, qualora qualcuno ne riconoscesse la proprietà provvederemo a segnalarne i diritti o ad eliminarle su richiesta dell’autore.

  • La casa al tempo del COVID-19

    La casa al tempo del COVID-19

    In questi giorni di emergenza sanitaria e di permanenza forzata nelle nostre case, ognuno di noi si sta rendendo conto di come non siamo più abituati a trascorrere intere giornate nelle nostre abitazioni.

    A causa dell’intensa attività lavorativa, scolastica e sociale, molte delle nostre case si sono trasformate nel tempo in poco più che dormitori o luoghi di incontro sporadico con i nostri famigliari. Esigenze legate allo stile di vita, ed anche alla disponibilità economica individuale, hanno comportato la riduzione della quantità e della qualità dello spazio privato delle nostre case, soprattutto nelle grandi città metropolitane, dove confidiamo di trovare una compensazione nell’ampia offerta di spazi pubblici, come biblioteche, parchi, ecc… Di conseguenza per molti diventa difficile sostenere questa situazione di quarantena con il rischio di soffrire di malinconia dello spazio, creare conflitti famigliari e accumulare una grossa quantità di stress.

    Per un architetto è chiaro che la qualità della vita è fortemente influenzata dalla qualità degli spazi in cui essa si svolge. Spesso non ce ne rendiamo conto a causa del nostro frenetico stile di vita, perché non abbiamo il tempo di soffermarci a riflettere su cosa generi in noi un eventuale disagio, un senso di soffocamento, di costrizione, o fastidio o magari un rapporto di vicinanza indesiderato con chi condivide con noi certi spazi.

    Per questo negli articoli che seguiranno analizzeremo i problemi più immediati legati all’isolamento domiciliare dal nostro punto di vista (di architetti) e offriremo alcune soluzioni (anche temporanee) e/o consigli per aiutare chi vive con disagio la propria abitazione.

    Tipologie diverse di abitazioni presentano problematiche differenti e pertanto necessitano di soluzioni specifiche, anche se molte soluzioni potrebbero essere condivise. Per questo abbiamo deciso di strutturare gli articoli divedendoli per tipologie di abitazione (piccolo/grande appartamento, villetta a schiera/casa a cortina, villetta indipendente), approfondendo soluzioni differenti per case in affitto e di proprietà perché chiaramente le possibilità di intervento sono diverse. Presenteremo poi suggerimenti generali per singoli spazi che invece saranno validi per qualsiasi tipo di abitazione.

    Le problematiche più complesse non potranno essere risolte in queste settimane di chiusura e magari potrebbero richiedere l’intervento di un professionista qualificato.

    In caso di necessità sapete dove trovarci o comunque potete contattare l’Ordine degli Architetti della vostra Provincia per avere nominativi di colleghi, perché ricordate che è importante essere seguiti da un professionista incaricato da voi, che vi tuteli in caso di interventi importanti.